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Gatti, lite tra maschi uno spettacolo ad alta tensione.
31/01/2014

Sicuramente a molti di voi sarà accaduto di assistere ad un incontro ravvicinato tra due gatti maschi adulti interi. Quello che accade, già a una distanza ragguardevole, è a dir poco spettacolare. La sequenza delle movenze e degli atteggiamenti e dei miagolii segue un rituale ben preciso, e dopo un tempo più o meno lungo si arriva anche al contatto fisico, che di solito non sfocia in atti di violenza.
I due gatti appena si vedono da lontano cominciano a fissarsi minacciosi e allo stesso tempo rallentano la loro velocità di marcia, il corpo tende a spostarsi lateralmente, la testa rimane perpendicolare all'asse del corpo, il pelo è irto e le orecchie abbassate in segno di minaccia. Gli occhi sono socchiusi, e la bocca leggermente aperta tanto da mostrare i denti. La coda è ingrossata e tenuta ben in vista. Ogni parte del corpo è messa ben in evidenza, per sembrare più grande di quello che si è. Un miagolio potente e acuto, alternato a cupi brontolii, proviene da entrambi i maschi. Il solo sentire questi suoni provenienti da entrambi gli animali, a volte è sufficiente a fare letteralmente accapponare la pelle all'ignaro ascoltatore umano. Tutto ciò lascerebbe presagire che da li a poco si debba scatenare una lite furibonda, con urla graffi e morsi... ed invece il più delle volte i due maschi ormai giunti quasi a contatto l'uno con l'altro, si sfiorano, si minacciano, mostrano i denti, a volte si spingono anche, poi a  un tratto la tensione si allenta, e il "combattimento" finisce li.
Il vincitore rimane sul posto mentre il perdente lascia il campo di combattimento allontanandosi lentamente, attento a non fuggire, poichè cio innescherebbe nel vincitore l'istinto all'inseguimento. Il vincitore rimane sul posto annusando, marcando il territorio( cioè spruzzando urina), rotolandosi per terra.
Questo finto combattimento è la più tipica manifestazione di "ritualizazione" nel gatto. Il primo a parlare di gesti ritualizzati è stato Konrad Lorenz, premio nobel per l'etologia. Sono ritualizzati tutti quei comportamenti che implicano una serie di azioni(sempre le stesse) ripetute un numero infinito di volte, e che nell'insieme hanno un significato preciso, come se fossero elementi di una frase o di un discorso. Nel caso del combattimento ritualizzato del gatto domestico, le singole azioni fanno parte di un contesto agonistico, con il grande vantaggio che i due contendenti non corrono rischi di ferirsi. I due animali si affrontano, soffiano, emettono strani miagolii, mostrano con il linguaggio del corpo tutta la loro rabbia e la loro potenza, si minacciano , fino a che uno dei due contendenti non decide di arrendersi, e cosi ogni cosa si risolve senza lo scontro fisico e quindi senza danni. 
A riprova di quanto tutto ciò sia vantaggioso per entrambi rimane il fatto che, nei casi in cui il combattimento avviene realmente sia il vincitore sia il vinto riportano spesso profonde ferite, a volte non compatibili con la vita. Se tutte le liti tra maschi portassero alla morte di uno dei contendenti è ovvio che questa situazione metterebbe a rischio la sopravvivenza della specie. E questo è contro natura. Il gatto che ha perso il più della volte è costretto a cambiare territorio, possibilmente non occupato da una colonia felina. Questo allontanamento si verifica anche nei gatti maschi interi di proprietà. Il girovagare di gatti maschi, alla ricerca di un territorio non occupato da un maschio dominante svolge una funzione biologica importante, e cioè impedisce l'accoppiamente tra consaguinei che può originare tare genetiche e favorisce il rimescolamento genetico.

Gennaro dott. Calogero 31/01/2014