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Il patentino
20/02/2016

Il patentino è un attestato che viene rilasciato ai proprietari di cani che hanno superato con successo un percorso formativo di base, superando un test finale. L'obiettivo del percorso è quello di promuovere il possesso responsabile degli animali d'affezione, favorire un corretto sviluppo della relazione uomo cane e prevenire lo sviluppo di comportamenti indesiderati da parte degli animali.
I contenuti del percorso di base riguardano come previsto dal Decreto ministeriale del 26 novembre del 2009:
-etologia canina
-sviluppo comportamentale dal cucciolo fino al cane anziano
-benessere del cane; comunicazione intra ed extra specifica
-relazione uomo-cane:errori di comunizione
-come prevenire l'aggressività e i problemi di comportamento
-normativa in materia di tutela del benessere degli animali di affezione
-obblighi e responsabilità del proprietario.
L'organizzazione di questi corsi( come previsto dall' Ordinanza ministeriale del 3 agosto 2015) è demandata oltre che ai Comuni e ai Servizi Veterinari dell'Asp, anche ai Medici Veterinari liberi professionisti, che si avvalgano della collaborazione degli Ordini dei veterinari, dei Dipartimenti di Medicina veterinaria delle Università ed associazioni veterinarie e di protezione animale, purchè esperti in comportamento animale o appositamente formati. Questi corsi sono su base volontaria ma possono essere resi obbligatori nel caso in cui il cane si sia reso responsabile di episodi di morsicature documentate. In questi casi sono i Comuni su indicazioni delle Asp a decidere quali proprietari hanno l'obbligo di svolgere i percorsi formativi, accollandosi le relative spese.

Ecco cosa si può leggere al capitolo "Credenze errate, inesatte o pericolose: sfatiamo i miti sui cani - tratto dal Corso di formazione per proprietari di cani, testo base adottato dal Ministero della Salute per il cosiddetto "Patentino":
non è vero che ci sono cani particolarmente adatti ai bambini
la credenza che ci siano cani che possono essere tranquillamente lasciati con i bambini come se fossero ‘tate a quattro zampe’ è falsa e pericolosa.
i bambini possono essere imprevedibili e non riescono a interpretare i segnali di avvertimento del cane, trattenendolo quando vuole allontanarsi o, peggio, facendogli del male
i cani e bambini non devono mai essere lasciati soli e questo vale per tutti i bambini e per tutti i cani, anche quelli più docili e mansueti.
i bambini piccoli vanno supervisionati in maniera attiva per evitare che un gesto repentino e imprevedibile del bambino possa spaventare o far male al cane innescando possibili reazioni aggressive di difesa.
i cani in famiglia sono un elemento importante per la crescita dei nostri figli, ma la mediazione e la supervisione dell’adulto non devono mai venire meno
i bambini, a loro volta, devono essere educati al rapporto con gli animali.
Ed ecco invece alcune raccomandazioni contenute nel capitolo ad hoc "La convivenza cani e bambini:consigli per le famiglie"
il rapporto del bambino col cane è differente a seconda delle età
 l'incapacità di capire se il cane ha paura o è aggressivo persiste fino a circa 6 anni di età
 non lasciare mai il cane da solo con un bambino, anche dopo aver insegnato e ribadito al bambino come comportarsi
fare in modo di proteggere il cane da eventi imprevedibili e stressanti legati alla presenza del bambino
vigilate che il cane non sia eccitato quando sente piangere il bambino: questo può essere un segnale di pericolo
vigilate che il cane non sia attratto in modo eccitato dal movimento del bambino
insegnate al bambino a rispettare il cane mentre dorme o riposa, in particolare se il cane è nella cuccia, mentre mangia e mentre interagisce con altri animali.
 

20/02/2016 Gennaro Dott. Calogero