Nozioni di psicologia canina

L'argomento che tratterò in questa pagina mi stà particolarmente a cuore, così come stà a cuore, ritengo, a molti proprietari che si ritrovano  a convivere con un cane poco educato, ribelle, o peggio ancora aggressivo o mordace. Questi cani sono poco gestibili dai proprietari non adeguatamente preparati, i quali possono anche decidere, come estrema ratio, di disfarsi del quadrupede, regalandolo o peggio abbandonandolo, alimentando così il fenomeno del randagismo.
Per avere un cane ben educato ci vuole poco. Bisogna semplicemente conoscerlo meglio e di conseguenza venire incontro alle esigenze dello stesso rispettandone l'indole e le attitudini,ed imporre delle regole valide sia per il cane che per tutti i componenti della famiglia.
Non tutti i cani sono uguali e di conseguenza non tutti hanno le stesse esigenze;per esempio in relazione alle dimensioni si distinguono in di piccola media e grande taglia. In relazione alle loro attitudini distinguiamo cani da tana, da cerca, cani pastore, da guardia, cani amanti dell'acqua, e così via. Ognuna di queste categorie di cani ha insito nel proprio patrimonio genetico delle caratteristiche che hanno forgiato la razza nel corso di secoli.
Se noi vogliamo convivere con un cane ben equilibrato dobbiamo conoscere a fondo le attitudini del nostro animale e cercare di assecondarle. Per es. il cane da caccia ama i grandi spazi, e pertanto ha bisogno di essere portato spesso fuori, perchè lì trova il suo ambiente ideale, i cani di razza labrador amano molto nuotare , i cani da cerca o da tana spesso fanno delle grosse buche nel terreno, i cani di razza nordica non prediligono spazi chiusi o recintati e non sono molto inclini all'ubbidienza, e cosi via.
Per conoscere meglio il cane partiamo dall'origine.Il cane discende dal lupo, da cui ha ereditato alcuni comportamenti (innati) che è indispensabile conoscere per potere distinguere un comportamento naturale da uno innaturale. Il lupo vive in branco, all'interno del branco ogni individuo svolge un ruolo ben definito, che può essere quello di capo branco, quello di cacciatore, di sentinella, ecc. Ogni individuo quindi è impegnato a svolgere qualche mansione che lo tiene occupato e che quindi lo responsabilizza. Gli individui di quel branco fanno tutto ciò che decide il leader, si fidano ciecamente di lui, sono totalmente dipendenti da lui, lo tengono d'occhio. Se per es. vedono il capo branco sonnecchiare tranquillo in un posto appartato (e/o spesso sopraelevato), vuol dire che tutto procede bene, che non c'è nulla di cui preoccuparsi, se al contrario il C. B. assume un atteggiamento guardingo, agitato o nevoso, cio viene inteso come pericolo imminente, e tiene in agitazione tutto il branco. E' sorprendente vedere con quale rapidità il branco passi dal sonno all'azione se uno degli elementi abbaia, e come altrettanto velocemente torni a rilassarsi se il capobranco con il suo comportamento calmo e positivo, fà intendere che non c'è di che preoccuparsi.
Anche il cane ama vivere in branco. Il branco per lui è rappresentato dagli animali suoi simili (intraspecifici), da altri animali di specie diversa o anche dalle persone (
interspecifici).
Nell'ambito domestico la famiglia è il suo branco, all'interno della quale esso occupa un posizione ben precisa, che può essere quella di leader (non preferibile) o di gregario. Il più delle volte è quella di controllore e/o sorvegliante e protettore.
L'animale sarà equilibrato solo se potrà vivere in armonia con le persone e con  l'ambiente che lo circonda, come farebbe in natura, consapevole del proprio ruolo nella famiglia. Per questo sarà opportuno individuare il ruolo che il cane occupa in famiglia e rispettarne al massimo le necessità e i bisogni.
Il posto di leader in natura non si eredita, ma si conquista sul campo, dimostrando tutti i giorni di essere il più forte, sopraffacendo gli sfidanti in lotte a volte molto cruente. Il più delle volte però è sufficiente un gesto, o un ringhio per dominare il contendente, il quale si dispone immediatamente a pancia all'aria mostrando la parte più vulnerabile del suo corpo, e come tale innescando un meccanismo di blocco del dominante. Se la funzione di  C. B. non è ricoperta da nessuno, prima o poi il vostro cane assumerà questo ruolo.
Per avere un cane ossequioso e rispettoso delle regole sarebbe opportuno che il posto di capo branco fosse sempre occupato da un membro della famiglia: anche lui il ruolo di capobranco lo deve conquistare sul campo, non lasciandosi prevaricare dalle dimostranze del cane o acconsentendo sempre alle sue richieste.
Per essere un capobranco rispettato, il controllo di tutte le azioni del cane deve essere totalmente nelle sue mani, cioè deve essere lui a decidere quando una determinata azione ha inizio, và modificata o deve terminare. Faccio un esempio; se state facendo una passeggiata con il cane al guinzaglio, e il cane inizia a tirare in una certa direzione, non bisogna cedere alla sua richiesta, ma bisogna obbligarlo a mantenere la stessa direzione. Se invece è il cane a decidere la direzione di marcia, vuol dire che non avete piena padronanza del cane. Per ottenere la sua attenzione e rispetto, buona norma, prima di gratificarlo (bocconcino, coccole, passeggiata o altro), è, aspettare che si comporti come desiderate e si dimostri calmo e remissivo. Per avere la sua attenzione non bisogna assolutamente usare le maniere forti, cioè non bisogna sottometterlo a tutti i costi al nostro volere con la forza, ma utilizzare buoni modi e maniere  senza forzature. Bisogna fargli capire bene quello che deve fare senza costrizioni.
Per ottenere il suo rispetto e collaborazione possiamo utilizzare come mezzo il cibo, che è uno dei bisogni fondamentali per la sua sopravvivenza. Possiamo procedere in questa maniera; togliamo il cibo dalla sua vista e aspettiamo che compia anche involontariamente l'azione che desideriamo (per es. il seduto). Appena esso la compie gli diamo la ciotola del cibo. Allo stesso modo dobbiamo prestare attenzione a non premiare anche involontariamente comportamenti inappropriati. La leadership viene affermata e mantenuta quando l'uomo stabilisce chiaramente il suo ruolo all'interno del gruppo.
Una cosa fondamentale che il leader deve fare, è saper comunicare bene attraverso gesti o parole il proprio volere. Mentre per gli essere umani la principale forma di comunicazione è il linguaggio verbale, i cani non capiscono il significato delle parole. I cani esprimono i propri pensieri attraverso lo sguardo, la posizione delle orecchie, il movimento della testa, della coda o di tutto il corpo. Per i cani le parole non hanno nessun significato, sono solo l'espressione di un tono o di una inflessione della voce, a cui comunque imparano ad associare sempre una determinata azione; per es. appena sentono la parola" guinzaglio" di solito l'associano con la passeggiata, oppure quando sentono pronunciare il loro nome, comprendono che è richiesta la loro presenza e/o collaborazione, e di solito l'associano a qualcosa di positivo.
Dal tono della nostra voce i cani intuiscono il nostro stato d'animo, cioè se siamo felici o arrabbiati, comprendono molto bene il rimprovero, ecc. 
Quando parliamo con i cani, per ottenere il massimo della loro attenzione, dobbiamo scegliere un posto tranquillo, privo di distrazioni o rumori, e ci dobbiamo rivolgere a loro in modo calmo e assertivo. Gli animali sono degli attenti osservatori, a loro non sfugge il benchè minimo particolare, se capiscono che siamo preoccupati, ansiosi, anche loro recepiscono il nostro malessere e si adeguano.
I cani sono consapevoli del fatto che possono soddisfare qualsiasi esigenza facendo affidamento su un essere umano. Di conseguenza fanno di tutto per compiacere le persone che gli sono vicine. Se lo viziamo troppo con coccole, bocconcini, attenzioni, ecc, lui finirà per accettarle. In questi casi, cioè quando i cani cercano di adattarsi ai desideri umani, che per loro non sono naturali, possono manifestarsi a lungo andare comportamenti poco equilibrati. Alla stessa maniera se si tende a reprimere le loro tendenze istintive.
Per avere un cane ben educato, la tecnica migliore è quella di capire ciò di cui ha bisogno, assecondando il suo istinto, le sue capacità naturali, svolgendo attività salutari, portandolo spesso fuori per lunghe passeggiate. Se, al contrario, i proprietari non permettono, per es. al loro cane da pastore di radunare le greggi, ai cani nuotatori di fare il bagno, ai cani scavatori di fare buche, cioè non daranno la possibilità di scaricare parte della loro energia in attività fisiche, questi animali a lungo andare svilupperanno dei comportamenti indesiderati.
I cani annoiati spesso sviluppano comportamenti distruttivi e sfogano la loro energia in modo negativo sugli oggetti che trovano in casa.
I cani hanno una memoria più sviluppata della nostra; anche a distanza di anni  ricordano persone o fatti accaduti tanti anni prima associandoli ad eventi positivi o negativi. Per es. se un animale durante il viaggio in macchina si fà male, associerà sempre il salire in macchina con quell' evento traumatico e quindi sarà riluttante a salirci le volte successive, al contrario se sa che salire sull'auto servirà per andare a fare una passeggiata ci salirà volentieri.
Nei cani  traumatizzati da eventi negativi bisogna per prima cosa riuscire a risalire alla causa del trauma e dopo cercare di riumoverla. Nell'esempio di prima per invogliare il cane a salire volentieri sull'auto consiglio sempre di farci trovare un premio o dei croccantini o un gioco a lui caro.

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