I sensi del Cane e del Gatto

 

I Sensi del cane e del gatto

Olfatto, Udito, Vista, Tatto e Gusto

L'olfatto

Pur tenendo presente che esistono differenze sostanziali tra le varie razze, a causa della maggiore o minore densità dei recettori olfattivi presenti sulle mucose delle vie nasali, il cane è sicuramente una delle specie animali meglio dotate dal punto di vista dell’olfatto. E' stato ampiamente dimostrato che lo sviluppo ottimale del fiuto è in stretta relazione con la ricchezza dell’ambiente in cui crescono i cuccioli. La qualità del fiuto è fondamentale per un cane, perché l’olfatto ha un ruolo determinante nella  sua vita sociale; infatti è a partire dagli odori e dai feromoni emessi da ciascun appartenente allo stesso gruppo, che viene stabilita la gerarchia. Nel cane, cosi come in altri animali, è presente l'organo vomero nasale, detto anche organo di Jacobson. Esso permette di percepire alcune sostanze chimiche, i feromoni, che l'essere umano non può percepire. I feromoni sono sostanze chimiche che vengono emesse da alcune ghiandole presenti su tutti gli organismi viventi , ed hanno diverse funzioni; vengono emesse come tracce odorose sul terreno o sulle cose, oppure come segnali di allarme o di ostilità oppure che inducono all'accoppiamento sessuale, ecc.
La predominanza dell’olfatto su tutti gli altri sensi ha ripercussioni su tante cose, come, ad esempio, sulla percezione del tempo. Mentre per l’uomo un oggetto cessa di esistere appena scompare dalla sua vista, per il cane la presenza dell’oggetto continua finché ne percepisce l’odore. Come per ogni altro apparato sensoriale, anche il sistema olfattivo deve essere orientato nella direzione più favorevole per la ricezione del massimo livello di segnali. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di cani da caccia o da pista. La selezione e il tipo di selvaggina hanno condizionato il modo di "cerca" del cane. I segugi cercano col naso a terra, invece molti cani da caccia per piccola selvaggina o per selvaggina da penna, cercano col naso per aria. L’olfatto ha anche la particolarità di affinarsi mano a mano che la sorgente che emette gli stimoli olfattivi si avvicina. Perciò i cani da caccia spesso si mettono sottovento per portarsi verso la preda, col vantaggio di non farsi individuare dalla stessa. Ci sono poi alcuni cani da caccia che adoperano poco l’olfatto: è il caso dei levrieri, che, pur  essendo dotati di un buon olfatto, si servono altrettanto bene della vista. L’olfatto per i cani è anche un mezzo di comunicazione; infatti i  cani, emettono diverse secrezioni odorose, (Feromoni)che servono a diffondere altrettanti messaggi. In particolare, le ghiandole perianali, producono una secrezione maleodorante, che viene utilizzata per  contrassegnare certe parti del territorio nel quale vivono. E siccome questa secrezione varia in funzione del ciclo di riproduzione, essa costituisce anche un segno di attività sessuale. Giusto per fare un confronto con l'uomo essi sono capaci di rilevare concentrazioni di acido butirrico o acetico(si tratta di acidi che emanano un fortissimo odore sgradevole), un milione di volte più deboli di quelle che è in grado di percepire l’uomo. Anche l’urina è un vettore di informazioni. In presenza di urina emessa da una cagna in calore, il 58,3% dei maschi gratta il suolo, il 66,6% lecca l’urina. Si comprende quindi quanto l’olfatto sia importante per i cani, e come ci si debba preoccupare di ogni segno che faccia sospettare un’infezione nasale.




L’udito

Dopo l’olfatto l’udito è il senso più sviluppato. Il cane, a differenza dell’uomo, percepisce gli ultrasuoni e quindi dispone di una fonte supplementare di informazioni. Confrontando il suo udito con il nostro, si scopre che mentre il nostro percepisce da 30.000 a 12.000 vibrazioni al secondo (si indebolisce, infatti, con il passare degli anni ...), quello del cane percepisce da 40.000 a 35.000  vibrazioni al secondo. Questo è il motivo per il quale spesso continua a sorprenderci l'improvvisa eccitazione del nostro cane, il suo "tendere le orecchie",  mentre noi non abbiamo avvertito nulla, lui ha già sentito la presenza o il sopraggiungere di qualcosa o qualcuno. Inoltre, essendo dotato di un padiglione auricolare più o meno mobile a seconda della razza, riesce con facilità a captare  i suoni che lo circondano, da qualsiasi direzione provengano; capacità che può essere accresciuta anche dalla loro forma: più le orecchie sono alte e ampie più l’orecchio percepirà i suoni e la  loro provenienza con facilità e precisione. Gli animali, a volte riescono a prevedere i terremoti. Ciò è possibile grazie alla percezione degli ultrasuoni che gli consente di percepire le vibrazioni terrestri che precedono l’evento. I cuccioli nascono sordi con canale auricolare chiuso .La comparsa dell’udito, verso il 21° giorno di vita, segna l’inizio della socializzazione, perchè l’attitudine a riconoscere i diversi suoni emessi dai suoi simili è determinante per il suo sviluppo. I soggetti che odono male i suoni ,infatti si integrano con difficoltà in un gruppo.
C
osì come per il cane, anche l'udito del gatto  si è notevolmente sviluppato  nel corso dei secoli, raggiungendo un livello molto superiore a quello del nostro; perché per la sua sopravvivenza gli era necessario poter avvertire anche i più impercettibili movimenti di piccole prede. I cani di razza dalmata così come tutti quelli a mantello bianco sono maggiormente predisposti alla sordità (possono nascere sordi) ,perché è stato dimostrato che esiste una correlazione genetica tra il gene della sordità e quello del mantello bianco.

 



 
La vista
 
I cuccioli nascono ciechi e con le palpebre ben saldate; entro le due settimane le palpebre si aprono e i cuccioli cominciano a vederci, dapprima sfuocato e poi a poco a poco sempre meglio. Il colore degli occhi a questa età è uguale per tutti i cani (sulla tonalità dell’ azzurro) poi entro i primi due mesi assumeranno il colore definitivo.
Il senso della vista del cane non è molto sviluppato in confronto agli altri sensi. E’ probabile che l’acuità visiva vari da razza a razza e che, per esempio, quelle predisposte alla caccia, siano più dotate di altre. Il cane vede a colori, e non in bianco e nero come erroneamente si riteneva. La sua capacità di distinguere le sfumature di colore è poco sviluppata rispetto ad altre specie animali come per esempio negli uccelli i quali sono in grado di distinguere bene le varie sfumature dei colori. Percepiscono bene le gradazioni di colore che vanno dal blu al giallo, mentre gli altri colori vengono interpretate come sfumature dal bianco al grigio. Il cane non è in grado di distinguere come tali il rosso ed il verde, ma se ha la funzione di cane-guida per ciechi, impara a riconoscere il semaforo in rapporto alla luminosità ed alla posizione del settore acceso; inoltre percepisce una scala di grigi che non possiamo ipotizzare. 
Per il cane, la vista non è il senso principale, ma piuttosto un mezzo secondario che lo aiuta a perfezionare informazioni ricevute da altri sensi. Il cane distingue meglio le figure in movimento che non le fisse; infatti è in grado di vedere un coniglio che salta anche a un chilometro di distanza.  E’diversa la visione diurna dalla notturna. Questo vale in particolare per il gatto, il quale è risaputo vedono molto bene di notte; infatti essendo  predatori prevalentemente notturni, la retina è molto ricca di recettori,(bastoncelli), i quali hanno la capacità di captare la poca luce notturna. Il gatto ha pupille verticali come quelle dei serpenti, perchè il suo occhio, sensibilissimo alla luce, possa proteggersi maggiormente durante il giorno. il cane ha pupille circolari, simili alle nostre, perchè svolge la sua attività prevalentemente durante il giorno e il crepuscolo.
L'occhio di molti animali domestici, ha uno strato riflettente chiamato "tapetum lucidum" , disposto subito dietro la retina. La funzione di questo tappeto è quello di riflettere all'indietro i raggi di luce che penetrano nell'occhio e investono la retina. Di conseguenza si genera quell' effetto che nel gatto viene chiamato appunto "occhi di gatto". Il tapetum lucidum è un organo non presente nell'occhio umano.
Anche il campo visivo, cioè l’area che un occhio è in grado di attenzionare, ha un’ampiezza variabile in relazione alla specie animale, ma è anche variabile nell'ambito della stessa razza. Nei brachicefali, per es., cioè nei soggetti con naso appiattito, come ad esempio il cane di razza Bulldog o il gatto di razza Persiano, gli occhi sono diretti un po’ lateralmente e quindi questi hanno un campo visivo più ampio; nei mesocefali i quali hanno un naso piu’ allungato, sono disposti verso l’avanti, e pertanto sono dotati di  un campo visivo più ristretto. 
In media nei cani gli occhi deviano di 20° lateralmente mentre nell’uomo sono diretti in avanti senza alcuna deviazione; per questo motivo il campo visivo totale del cane è di circa 250° mentre quello dell’uomo è di 180° / 190°. Poco comunque, se confrontato con quello del cavallo pari a circa 357° che, essendo un potenziale predato, ha necessità di vedere tutto attorno a sé per sopravvivere. Un importante fattore che differenzia la capacità visiva degli animali è anche la loro altezza rispetto al terreno che condiziona la prospettiva: immaginiamo cosa possono vedere un piccolo Yorkshire Terrier o un gatto che entrano in un prato d’ erba non tagliata rispetto ad un cane di razza Alano. 
In sintesi possiamo affermare che la funzione visiva del cane e del gatto è inferiore a quella dell’uomo per quanto riguarda la visione binoculare, la percezione dei colori, le capacità di focalizzazione e l’acutezza visiva. E’ però migliore in condizioni di luce attenuata, il che consente la percezione veloce delle immagini e dei movimenti in un campo visivo particolarmente ampio e con una percezione di una scala di grigi che non possiamo ben definire. 
Una curiosità….Le immagini televisive sono composte da piu’ fotogrammi che si susseguono in sequenza rapida (di solito 60 al secondo) che noi vediamo come un filmato perché siamo in grado al massimo di vedere separate poco piu’ di 50 immagini (fotogrammi) al secondo. I cani arrivano a percepire fino a 60 fotogrammi al secondo per cui vedono singoli fotogrammi in sequenza rapida. Ecco perché in situazioni particolari alcuni animali alla vista della televisione  possono presentare crisi convulsive.
Infine è buona abitudine, se il cane appartiene a una di quelle razze con i peli cadenti sugli occhi, legare iciuffi sopra la fronte in modo innanzi tutto da favorire una buona visione e in seconda battuta, da impedire un continuo contatto dei peli con la superficie dell'occhio, cosa che potrebbe danneggiare la cornea e conseguentemente la vista.


 
Il tatto
 
Il corpo del cane è interamente sensibile: lo sono la sua pelle, i suoi peli e le sue mucose. Nel cane la comunicazione tattile inizia fin dai primi giorni di vita, quando i cuccioli ciechi e sordi sono inermi e si stringono l' uno all'altro per scaldarsi. Il contatto fisico con i fratelli e con la mamma è rassicurante ed è importante per una corretta crescita psicofisica.
In seguito, crescendo, la comunicazione tattile si renderà indispensabile per rapportarti con i propri simili e, soprattutto, con l'essere umano.
Vediamo alcuni esempi: Il cane dominante poggia il muso o la zampa sulle scapole dell'altro cane o sul petto del proprietario. Nei casi in cui voglia ribadire la propria posizione gerarchica, il soggetto dominante monta l'altro individuo, cane o uomo che esso sia. 
E' invece tipico del soggetto sottomesso strusciarsi contro il fianco del partner, con le orecchie abbassate, le zampe flesse e coda sbandierata leggermente bassa. Colpetti muso contro collo o muso contro muso hanno valore analogo e possono essere uniti a leggeri colpetti o leccate e piccoli morsi.
La comunicazione tattile può anche essere utilizzata a scopo sessuale: nel corteggiamento, con naso e lingua nell' area genitale.
E' molto utilizzata dall'uomo, che tende ad accarezzare e manipolare il proprio cane in modi differenti. 
Anche se non ce ne rendiamo conto, il nostro modo di toccare i cani è determinante e può avere diversi effetti. Ad esempio le pacche lo eccitano, mentre lente carezze a mano aperta, lungo il fianco, lo calmano e lo rilassano.
I cani apprezzano perciò molto le "grattatine" dei proprietari e amano strofinarsi sull'erba a pancia in su. Carezze e grattatine, soprattutto sul dorso e sulle spalle, sono inoltre una fonte di gratificazione per loro, un modo per complimentarsi per il loro comportamento. La grande sensibilità posseduta su tutto il corpo è dimostrata dalla serie di movimenti che suscita la presenza per esempio di una fasciatura ad una zampa  o nei primi giorni che seguono l’applicazione di un collare, o più banalmente il poggiarsi sulla pelle di un qualcosa, un insetto una piuma,una foglia.
I recettori distribuiti lungo il corpo dell'animale si distinguono in  recettori tattili, recettori del caldo e del freddo e i nocicettori cioè i recettori del dolore.
Al tempo stesso però i cani sono molto resistenti al dolore cutaneo tanto che alcune volte  sembrano non accorgersi nemmeno di ferite di bassa-media gravità.
I peli presenti sulle guance del cane e del gatto, detti "vibrisse", e le sue ciglia, sono particolarmente sensibili, perché ricchi di recettori nervosi: con essi l'animale avverte, per esempio, la temperatura degli oggetti prima di toccarli con il resto del corpo o la temperatura dei cibi prima di assaggiarli.Le vibrisse sono particolarmente importanti nel gatto, poiche esso ama cacciare la notte al buoi e quindi le percezioni tattili ricevute da questi peli tattili sono fondamentali per evitare gli ostacoli al suo passaggio.


 
 IL GUSTO
Se osservate un cane mangiare noterete che il cibo rimane nella cavità buccale un attimo, non viene quasi per niente masticato. Il contatto con le papille gustative è fugace e marginale ed è per questo  che il gusto del cane non è molto "raffinato" cioè non è molto selettivo nei confronti dei cibi che ingurgita. Inoltre volendo fare un paragone con l’uomo il numero di papille gustative possedute  è molto inferiore (1.700 contro le 9.000 circa possedute dall’uomo). Negli animali il senso del gusto è strettamente collegato a quello dell’olfatto.Infatti  la scelta fra due alimenti posti davanti al cane è dovuta esclusivamente all’odore da essi emanato, e cioè più il cibo è odoroso più il cane lo mangerà con voracità.
Il cane è in grado di distinguere i 5 gusti fondamentali, cioè dolce, salato, amaro, aspro  e saporito. In genere, i cani non preferiscono i sapori acidi o amari, ma piuttosto quelli salati e dolci.

 Gennaro Dott. Calogero