Pet therapy ed Ippoterapia

 

Pet-Therapy

Per Pet-Teraphy si intende l'insieme delle attività di sostegno terapeutico che si attuano attraverso l'utilizzo della relazione uomo-animale domestico. L'approccio è di tipo zooantropologico, cioè teso all'ottenimento di benefici fisici e/o psichici sugli umani dalla convivenza con animali domestici. Alla "Pet Therapy" finalmente è stata riconosciuta valenza giuridica con  il Decreto del Presidente della Repubblica del 28 Febbraio 2003, che la pone ufficialmente tra i percorsi terapeutici all'interno del Servizio Sanitario Nazionale. Dopo l'approvazione delle Linee Guida Nazionali e il loro recepimento da parte delle Regioni, nel 2018 il sistema dovrà essere a regime con tutte le figure professionali formate ed accreditate.
Tale Decreto non rappresenta solo un importante riconoscinmento del valore terapeutico dell'animale, ma consente anche di superare numerosi vincoli pratici e pregiudizi che impedivano il suo accesso all'interno di ospedali, case di cura, ecc.
Gli animali coinvolti in tale percorso devono superare una valutazione sanitaria prima, durante e dopo il progetto di Pet Therapy.
La peculiarità di tale tecnica riabilitativa stà proprio nell'utilizzo  di quell'elemento in più che è l'animale, che non si presenta come un semplice strumento terapeutico, ma come soggetto attivo e vivente, dotato di una propria sensibilità e individualità, che si fà co-protagonista dell'azione terapeutica, rendendo indispensabile l'istaurarsi di un rapporto di fiducia solido e leale con il paziente umano, al pari del terapiasta.
Studi recenti indicano chiaramente che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione, cioè, di interagire con gli altri per mezzo dell'animale stesso. L'animale può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato infatti dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca. Che si tratti di un cavallo, di un  coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili dei programmi di Pet-therapy, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all'instaurarsi di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore.
I bambini ricoverati in ospedale soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini. Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di terapie assistite dagli animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. E' noto infatti che stimoli emozionali inducono nel bambino risposte neuro endocrine ed immunitarie importanti( il contatto con l'animale induce la liberazione di endorfine con conseguente stato di benessere, messa in circolo di linfociti che a loro volta incrementano la risposta immunitaria)
Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè, la qualità della loro vita in quella particolare contingenza. Gli animali che maggiormente si prestano per questo tipo di attività sono i cavalli , i cani , gatti e conigli.

Ippoterapia

Il cavallo da sempre viene ritenuto quello più adatto per intraprendere un percorso di Pet Therapy. Infatti è dimostrato essere sicuramente quello che fornisce i più ampi margini di successo, sia per la varietà di input che offre, sia  per l'ampia gamma di esercizi e di attività che si possono praticare con, e sul cavallo. "Ippoterapia", etimologicamente significa "Curare mediante il cavallo". Si può infatti definire la Riabilitazione Equestre  come l'insieme di quelle tecniche che sfruttano in vario modo il rapporto che si istaura tra l'animale e il paziente umano. Cio è possibile per tanti motivi, in primis;
-perchè il cavallo è facilmente addestrabile, si muove alle varie andature con movimenti ritmici, e per questo prevedibili, ai quali quindi è più facile adattarsi con le compensazioni del corpo, ma impegnando diversi gruppi muscolari;
-perchè è estremamente sensibile al linguaggio del corpo ed è comunque molto recettivo verso tutti i tipi di comunicazione essendo un animale altamente sociale;
-perchè è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense al paziente umano per via del contatto "corpo a corpo" ;
-perchè anche il cavallo esprime emozioni proprie, come la paura, e quindi a chi lo monta suscita la sensazione di protezione, di autostima e di fiducia in sè stessi;
-perchè possiede tante qualità, come, calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso;
-perchè andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici intimi, e permette anche di essere gratificati, sia dall'offrire cure, carezze e massaggi, sia dal ricevere manifestazioni di piacere da parte dell'animale.
Dal punto di vista riabilitativo prettamente motorio, il movimento del cavallo è inimitabile, poichè fornisce un movimento multidimensionale che è variabile, ritmico e ripetitivo. Il dorso del cavallo costituisce una base di appoggio dinamica, rappresentando un mezzo eccellente per aumentare la forza e la resistenza posturarale. Durante la deambulazione del cavallo il paziente deve attuare improvvisi aggiustamenti  del tronco per mantenere una posizione stabile, e ciò contribuisce al rafforzamento di fasci muscolari, in particolare del cingolo scapolare e pelvico. E' chiaro che le finalità principale di questa terapia non è quella di creare delle abilità equestri, ma di incrementare l'aspetto emozionale rendendo il momento terapeutico piacevole e gratificante. Il paziente a cavallo sarà sempre il protagonista della seduta. La terapia che ha come mezzo il cavallo è quindi doppiamente valida perchè ha un'influenza attiva e passiva; passiva in quanto il passo lento del cavallo è un movimento ritmico di 60-70 cicli al minuto, che corrisponde al ritmo cardiaco umano, attiva, in quanto il corpo del soggetto reagisce ad ogni movimento del cavallo.
Le andature del cavallo sono tre; il passo, il trotto e il galoppo. Il passo  viene utilizzato nel primo contatto con il paziente  e pertanto è l'andatura più utilizzata anche perchè permette un maggior controllo sia da parte del terapista che del paziente stesso. Il trotto è indispensabile nell'insegnamento del ritmo perche il disabile grazie alla propriocettività, prenderà coscienza del proprio corpo e della propria posizione nello spazio. Il galoppo infine è utile quando in più si vuole ottenere una soddisfacente regolazione del tono muscolare.
Importante è anche la scelta del cavallo. Di volta in volta l'operatore dovra fare uso di cavalli diversi per indole; infatti esistono cavalli iporeattivi, calmi, docili, sensibili, dinamici e ipereattivi.
Per quanto riguarda l'aspetto morfologico si ritiene opportuno che il cavallo non debba essere molto alto al garrese ( m. 1,50-1,60 ) con dorso abbastanza ampio e comodo in modo che il paziente abbia una valida base di appoggio.
Essenzialmente i comportamenti e le azioni del cavallo non sono altro che il risultato dell'interazione di tre fattori: età, sesso e razza. Per tale ragione vengono spesso preferiti i cavalli maschi castrati, perchè di buona indole e rispettosi dei comandi, adulti perchè quelli giovani sono più propensi al gioco e meno operosi, mentre tra le razze, quelle preferite sono le cosidette  razze a "Sangue Freddo" ( Shire, Clydesdale, Belga e l'Avellinese ) caratterizzate da un comportamento mite e flemmatico contrapposto a quello reattivo e suscettibile tipico delle razze a "Sangue Caldo" ( Il puro sangue arabo o l'Inglese ).
L'ippoterapia viene svolta con sedute almeno bisettimanali di circa 30 minuti ciascuna. Prima di cominciare è opportuno verificare lo stato emotivo del paziente, per evitare il verificarsi di eventi spiacevoli. Dopo la salita del paziente sul cavallo si effettua un giro di maneggio al passo, in modo da far rilassare il paziente e metterlo a sua agio. Il cavallo verrà guidato da un assistente ( palafreniere), mentre il terapiasta controllerà il paziente.
In conclusione posssiamo dire che l'Ippoterapia intesa come intervento riabilitativo, può essere considerata una tra le metodiche Medico-Assistenziali utili per affrontare il problema della disabilità. Il rapporto con il cavallo è un elemento molte volte straordinario per potere recuperare la coscienza delle proprie capacità psicomotorie, di reazione, ed è tramite questo fantastico mezzo, che il disabile scopre-riscopre delle capacità, delle nuove identità del suo essere uomo all'interno della società, che gli possono aprire nuove porte, dare nuove chance e nuove prospettive per il futuro.
 

Articolo in allestimento

 Gennaro dott. Calogero