Zoonosi

-Echinococcosi-Malattia del graffio del gatto-Infestazione da Anisakis-Salmonellosi e Listeriosi-Malattia di Lyme-Febbre Q-Leishmaniosi

In questa pagina prenderemo in considerazione le malattie denominate "Zoonosi". Le malattie trasmissibili all'uomo appunto. L'elenco di suddette malattie è piuttosto lungo; sicuramente mi sarà impossibile trattarle tutte, mentre altre le tralascerò volutamente perchè l'incidenza della malattie è bassa e come tale non costituisce un vero pericolo per l'uomo, come l'infestazione da Dipilidium Caninum, cestode molto comune nel cane, e  che può infestare l'uomo.
Cominciamo  con il dire che mentre le Zoonosi sono le malattie che potenzialmente possono essere trasmesse direttamente o indirettamente dagli animali all'uomo, (per es. attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con gli animali infetti), le Antropozoonosi sono al contrario le malattie che possono essere trasmesse dall'uomo agli animali(per es. le dermatofitosi). Le ricerche indicano che tra un terzo e la metà di tutte le malattie infettive dell'uomo ha un'origine zoonosica. Circa il 75% delle malattie che negli ultimi 10 anni ha colpito l'uomo è stato trasmesso da animali o da prodotti da essi derivati. Le zoonosi possono trasmettersi con diverse modalità. Di seguito un elenco delle diverse via di trasmissione dell'infezione;

Malattie zoonosiche di origine alimentare;

  1. Gli agenti patogeni zoonosici di origine alimentare si trasmettono attraverso il consumo di alimenti contaminati o di acqua potabile contaminata. Tra gli agenti infettivi presenti negli alimenti si annoverano batteri come le Salmonelle e Campylobacter, virus come il Norovirus o il virus dell'Epatite A e parassiti tra cui la Trichinella.
  2. Anche l'agente infettivo dell'Encefalopatia Spongiforme Bovina(BSE) nei bovini puo essere trasmesso all'uomo attraverso il consumo di carne contaminata, provocando l'insorgenza della variante del morbo di Creuzf-Jakob. A differenza di altre malattie di origine alimentare, causate da microrganismi, l'agente responsabile della malattia è un Prione, cioè una forma anomala di una proteina.

Malattie zoonotiche di natura non alimentare;

  1. Si trasmettono attraverso vettori, cioè organismi viventi che trasportano gli agenti infettivi da un animale infetto all'uomo o ad un altro animale. I vettori sono spesso artropodi (mosche, zanzare,  zecche, pulci, pidocchi), e possono veicolare malattie come la Malaria, la West Nile e la Malattia di Lyme.
  2. Si trasmettono anche attraverso contatto diretto o stretta vicinanza con animali infettti. Le malattie che possono essere trasmesse ad altri animali o all'uomo in questo modo sono:
    -L'influenza aviaria, una malattia virale che colpisce il pollame e altri volatili. Anche i maiali possono essere vettori di questo virus così come di altri virus influenzali. L'influenza aviaria interessa prevalentemente i volatili, sebbene si siano avuti casi di trasmissione del virus all'uomo e ad altri animali a seguito di stretto contatto con volatili infetti.
    -La Febbre Q, una patologia causata dal batterio Coxiella Burnetti che colpisce sia gli animali che l'uomo. E' stata segnalata in numerose specie tra cui bovini ovini e caprini, oltre che in volatili e artropodi. Nell'uomo l'infezione è dovuta principalmente all'inalazione di polvere contaminata dai batteri presenti nella placenta e dai liquidi persi durante il parto oppure nelle feci degli animali infetti. Altre vie di trasmissione, l'acqua contaminata o le feci di artropodi infetti sono rare;
  3. Un ceppo specifico del batterio Staphylococcus Aureus Meticillino-Resistente (MRSA), che può essere trasmesso mediante contatto con animali vivi;
  4. Le infezioni da Salmonella, che può essere trasmessa mediante contatto con rettili e anfibi infetti tra cui serpenti da compagnia, iguane e rane, e con il loro ambiente;
  5. Escherichia Coli, produttore della Verotossina, che può essere trasmesso mediante contatto con animali da fattoria infetti.
Queste malattie possono essere diffuse anche attraverso l'ambiente: per esempio l' E. Coli produttore della verotossina può essere presente nell'acqua della piscina contaminata.
La prima di queste malattie che tratteremo è:
 
Echinococcosi
Dal mio punto di vista l'Echinococcosi, al pari della Leishmaniosi, è da considerare come la più pericolosa malattia che il cane può trasmettere all'uomo. L'infezione da Echinococcus Granulosus Granulosus nel cane e negli ovi-caprini è endemica (cioè ha una larghissima diffusione ) soprattutto nelle  regioni meridionali e insulari, con conseguenti gravi risvolti per la salute umana. In ogni caso sarebbe opportuno considerla  potenzialmente presente su tutto il territorio nazionale(per movimenti di cani, adozioni da regioni distanti, ecc.) potenzialmente in espansione grazie alla crescente, pericolosa e diffusa pratica di alimentare i cani con visceri crudi (dieta Barf). L'Echinococcosi è una malattia nota da secoli. Nell'uomo, in Italia, la malattia ha un'incidenzamedia annuale di 4 casi /1000.000. In Sicilia nell'uomo l'incidenza annuale è di 2,3 casi  /100.000 casi negli animali (dati del 1998).
Eziologia e patogenesi
L'Echinococcus Granulosus Granulosus è una tenia che allo stadio adulto si trova nell'intestino del cane e di altri canidi (ospiti definitivi). Negli ospiti intermedi (ovini, caprini, bovini, suini, equini, uomo) determina l' Idatidosi o Echinococcosi Cistica. Con le feci di un cane infetto, ogni 48 ore circa, viene eliminata nell'ambiente circostante, una  tenia, che una volta raggiunto l'ambiente esterno, libera centinaia di uova potenzialmente infette. Queste uova se ingerite da un ospite recettivo (ospite intermedio), una volta raggiunto l'intestino, schiudono, e le larve passano la parete dello stesso per guadagnare il circolo ematico, e così diffondere nell'organismo, incistandosi negli organi di elezione che sono: cuore, polmoni, reni, fegato, milza, cervello, intestino, mediastino, ecc ). Nell'uomo le cisti idatidee si rinvengono soprattutto nel fegato e nel polmone e possono raggiungere  le dimensioni anche di 15  cm di diametro. Per perpetuare il ciclo, è necessario che un cane (o canide ), si cibi di un animale infetto o parte di un animale infetto. Nel cane, come già detto, la tenia si trova nell'ntestino, e di solito, anche in caso di grave infestione parassitaria, non  provoca sintomi evidenti che possano far pensare ad una parassitosi in atto. L'uomo è esposto tramite l'assunzione di uova presenti su vegetali contaminati da cani infestati. La diagnosi, attraverso l'esame delle feci, non è probante, perche le uova di E. Granulosus Granulosus sono indistinguibile dalle altre tenie, ed anche perchè la tenia non viene eliminata costantemente, per cui un eventuale esame coprologico negativo non eslude la parassitosi in atto.
Da considerare anche l'Idatidosi alveolare da Echinococcus Multilocularis. Ospiti definitivi di questo parassita sono cane, volpe e gatto, mentre gli ospiti intermedi sono piccoli roditori. Si tratta di una antropoozonosi più insidiosa della dell'Idaditosi cistica per la tendenza delle cisti a metastatizzare e che deve essere attentamente monitorata perchè l'urbanizzazione delle volpi potrebbero veicolare il parassita in un ciclo urbano.
Terapia
Esistono in commercio dei vermifughi che permettono di eliminare il parassita dall'intestino del cane. Le compresse devono essere somministrate nell'animale a digiuno da almeno 6-7 ore.
Profilassi
E' buona norma non alimentare il cane con cibi a base di carne o derivati aniamli con carne o prodotti a base di carni crudi o poco cotti. La temperatura di cottura infatti distrugge il parassita. Buona norma è quello di sottoporre a sverminazione il proprio cane con un'incidenza variabile  a seconda delle abitudini del cane, e cioè se il cane vive a stretto contatto con le persone e viene occasionalmente a contatto con altri cani, sverminarlo con una cadenza trimestrale o quadrimestrale, se il cane vive in giardino e non frequenta abitualmente le persone è sufficiente sverminare il cane una volta all'anno possibilmente in coincidenza con la vaccinazione annuale.

Malattia da graffio del gatto

La malattia da graffio del gatto (Cat Scratch Disease) è una zoonosi emergente causata principalmente da un batterio di nome Bartonella henselae e occasionalmente da Bartonella clarridgeiae e Bartonella kohlerae. I gatti sono il serbatoio naturale del microrganismo e le pulci svolgono un ruolo fondamentale nella trasmissione della malattia. I gatti si infettano, o in occasione del pasto di sangue che una pulce infetta compie sull'animale, oppure mediante l'ingestione di pulci o delle loro feci. La trasmissione del batterio dal gatto all'uomo avviene solitamente attraverso il graffio o il morso a causa della presenza del batterio negli artigli o nella cavita buccale. Le unghia del gatto si contaminano con il batterio durante il grattamento. Questo fenomeno è molto accentuato nei gatti portatori di numerose pulci. Il batterio rimane vitale nelle feci delle pulci sulla cute del gatto fino a 9 giorni; mentre la bocca del gatto si può contaminare durante occasionali sanguinamenti delle gengive o indirettamente leccando la cute o le unghia contaminati. L'infezione da Bartonella nei gatti si manifesta con lunghe batteriemie (febbre) talora ricorrenti, che possono durare fino a 24 mesi. Il rialzo termico spesso è modesto per cui può sfuggire  all'osservazione clinica. Occasionalmente si osservano modesti quadri di linfoadenite. Il batterio si localizza negli eritrociti. In umana la forma clinica più frequente di C.S.D. sembra privilegiare i soggetti giovani (bambini e ragazzi)ed è caratterizzata da una linfoadenopatia superficiale localizzata in sede ascellare o nella regione che drena la lesione cutanea provocata dal graffio o dal morso del gatto infetto. Il periodo di incubazione varia tra 3-21 giorni. Nella maggior parte dei casi la lesione primaria si presenta con una macula, papula o vescicola dolente che può evolvere in pustola o escara con tendenza alla guarigione spontanea in pochi giorni o settimane. In alcuni casi i linfonodi vanno incontro a suppurazione e fistolizzazione cutanea. Tale quadro si accompagna talvolta a febbricola, rash cutaneo, astenia, artralgie, cefalee, ecc. In una piccola percentuale di casi la sintomatologia si complica assumendo un carattere granulomatoso soprattutto a carico del fegato, milza, linfonodi mediastinici, ecc, o manifestandosi con endocarditi valvolari, quadri questi che possono assumere particolare gravità nei pazienti immunocompromessi.
Conclusioni
E' stato dimostrato che i gatti adulti sono in grado di contrastare la malattia perchè sviluppano, anche se tardivamente, una risposta anticorpale, mentre i giovani animali manifestano la classica sintomatologia descritta precedentemente. Quindi sono particolarmente a rischio di infezione i gattini di strada spesso molto infestati di pulci. Il consiglio è quello di sottoporlo a visita veterinaria prima di portarlo a casa  è sottoporlo al più presto ad una accurata disinfestazione con antiparassitari che contribuiranno ad interrompere la trasmissione dell'infezione.

Infestazione da Anisakis
Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare della infestazione di  larve di Anisakis, e dei problemi che possono creare nell'organismo umano una volta ingerite. Ma sono altrettanto sicuro che a tutti farà piacere sapere quali sono gli obblighi a cui deve sottostare  in primis chi vende o detiene questi prodotti della pesca, ma soprattutto cosa fare per prevenire l'infestazione e quali sono i mezzi idonei atti a garantire l' inattivazione delle suddette larve. Si tratta di Nematodi , visibili a occhio nudo delle dimensioni di 1-3 cm. di colore bianco-rosato, sono sottili e tendono a presentarsi arrotolati su se stessi. La specie Anisakis Pegreffi insieme alla Anisakis Simplex rappresenta quella di più frequente riscontro nel Mare Mediterraneo. Tali specie sono state isolate anche nell'uomo.
In Italia, nell'uomo, vengono con una certa frequenza diagnosticati casi di infestazione da larve di nematodi del genere Anisakis. La loro ingestione attraverso il consumo di prodotto ittico crudo o poco cotto, può determinare nell'uomo, ospite occasionale, una patologia a volte di difficile diagnosi, caratterizzata da lesioni granulomatose localizzate prevalentemente allo stomaco o al primo tratto di intestino tenue. La sola manipolazione del pesce anche senza l'ingestione nelle persone sensibili può scatenare fenomeni allergici, che si manifestano con dolori gastroaddominali, orticaria, rinite, asma, stipsi o diarrea.
Le specie ittiche  infestate dalle larve di Anisakis e quindi potenzialmente pericolose per l'uomo sono principalmente: Sgombri, Aringhe, Spratti, Salmone (selvatico) dell' Atlantico e del Pacifico, e ancora tutti i prodotti della pesca che vengono ingeriti crudi o poco cotti, marinati e/o salati, come il Sushi, il Sahimi, le Ceviche, i pesci grigliati o leggermente affumicati e le alici marinate.
Il Reg.(CE) n° 853/2004 impone che: "I prodotti ittici su menzionati devono essere congelati ad una temperatura non superiore a -20 °C in ogni parte della massa per almeno 24 ore"; inoltre specifica che chi utilizza prodotti della pesca refrigerati, al fine della produzione di prodotti crudi, deve dimostrare che i trattamenti messi in atto dallo stesso sono in grado di garantire la sterilizzazione dell'alimento. Tra i congelatori domestici solo quelli a 3 e 4 stelle sono in grado di garantire una temperatura a cuore del prodotto di - 20 C°.
Gli operatori del settore alimentare non devono mettere sul mercato prodotti manifestamente infestati  da parassiti, poiche cosi facendo violano l'art. 444 del C. P. che cito testualmente: " Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all'alimentazione pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a 51 €. La pena è diminuita se la qualità nociva delle sostanze è nota alla persona che le aquista o le riceve. Nel caso di pesce destinato a essere consumato crudo, i ristoranti, i sushi-bar devono avere l’abbattitore termico (strumento in grado di abbassare rapidamente la temperatura degli alimenti), utile per portare il pesce a -20 gradi per almeno 24 ore.
________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Adesso alcuni consigli per il consumatore su cosa fare in ambito familiare per evitare spiacevoli conseguenze:
-Eviscerare prontamente il pesce aquistato, se non eviscerato all'origine;
-Controllare che non vi siano parassiti visibili ad occhio nudo;
-Congelare a -20 C° in ogni parte della massa , per almeno 24 ore;
-Sottoporre l' alimento ad un  trattamento termico di almeno 60 C° (temperatura da raggiungere al cuore del prodotto) per un tempo minimo di 10 minuti ;
Infine vorrei  ricordare che ai fini della sterilizzazione dei prodotti della pesca non sono sufficienti i trattamenti casalinghi con olio e limone, olio e aceto, salagione ed affumicamento.

Salmonellosi e Listeriosi
Le infezioni alimentari non sono un problema che riguarda soltanto l’uomo. Anche cani e gatti sono a rischio se nutriti con cibi contaminati da batteri patogeni. Due di questi batteri, Salmonella e Listeria monocytogenes, sono particolarmente pericolosi sia per gli animali d'affezione sia per l'uomo. Gli alimenti crudi somministrati agli animali d'affezione come carne, ossa e visceri, hanno una maggiore probabilità di contenere organismi potenzialmente dannosi per la salute di cani e gatti. Si raccomanda quindi di cuocere la carne e il pollame per uccidere i batteri pericolosi come Salmonella e Listeria monocytogenes, prima di offrirli al proprio animale.
La Salmonella si riscontra comunemente in alimenti quali carne, pollame, uova e prodotti derivati dalle uova crudi o poco cotti. Il batterio può inoltre contaminare il latte e altri latticini crudi o non pastorizzati, così come frutta e verdura cruda.
I sintomi della salmonellosi negli animali includono: 
Vomito
Diarrea (anche emorragica)
Febbre 
Perdita dell'appetito 
Ridotto livello di attività 
La Listeria si riscontra comunemente in carne e verdura non cotte e nel latte e nei formaggi molli non pastorizzati. Contrariamente alla maggior parte dei batteri, Listeria ama le basse temperature e può crescere e diffondersi anche in frigorifero. Se un alimento contaminato da Listeria viene conservato in frigorifero, i batteri non solo si moltiplicano ma possono anche contaminare il frigorifero e diffondersi ad altri alimenti, aumentando la probabilità di esposizione al batterio e di malattia nei membri della famiglia.
I sintomi della listeriosi negli animali includono: 
Nausea
Diarrea
Febbre
Problemi neurologici (in una bassa percentuale di casi) 
Quando la Salmonella si è insediata nell'apparato gastrointestinale dell'animale, quest'ultimo può eliminare i batteri durante la defecazione, causando l'ulteriore diffusione della contaminazione.
L'alimentazione del proprio animale con cibo crudo aumenta il rischio che sia l’animale sia le persone che lo circondano vengano in contatto con batteri responsabili di infezioni alimentari, soprattutto se i prodotti non vengono maneggiati e somministrati con attenzione.
Sintomi delle infezioni da Salmonella e Listeria nell'uomo
Salmonellosi:
Febbre
Nausea
Vomito
Diarrea (anche emorragica)
Mal di stomaco
Più raramente:se la Salmonella entra nel circolo ematico dall'intestino si può diffondere ad articolazioni, arterie, cuore, tessuti molli e altre aree dell'organismo compromettendo gravemente la salute d
I sintomi associati alla salmonellosi iniziano in genere 12 ore-3 giorni dopo l'ingestione dei batteri e possono durare 4-7 giorni in assenza di trattamento. Tutti i consumatori sono esposti al rischio di contrarre la salmonellosi dal cibo contaminato, ma il rischio di sviluppare sintomi gravi è maggiore nelle donne gravide, nei bambini di età inferiore a 5 anni, negli anziani e nei soggetti immunodepressi. 
Rispetto alla salmonellosi e ad altre infezioni alimentari, la listeriosi (Listeria monocytogenes) è rara ma comporta rischi seri e potenzialmente fatali. 
Listeria nell'uomo può infettare numerosi distretti corporei:
Cervello
Membrane che avvolgono il cervello e midollo spinale 
Apparato gastroenterico
Circolo ematico  
I sintomi della listeriosi iniziano 11-70 giorni dopo il contatto con il batterio, con una media di 31 giorni e possono durare fino ad alcune settimane. La listeriosi si sviluppa quasi esclusivamente nelle donne gravide e nei loro feti, nei neonati, negli anziani e nei soggetti immunodepressi. L'infezione può essere potenzialmente fatale nel feto, nel neonato e negli immunodepressi ma spesso può essere trattata con gli antibiotici.

Malattia di Lyme
La Malattia di Lyme o Borreliosi, è una malattia infettiva multi-sistemica indotta da Borrelia Burgdorferi, spirocheta trasmessa dal morso di zecca del genere Ixodes (in Italia esiste l'Ixodes Ricinus). Viene annoverata tra le Zoonosi emergenti. Negli Stati Uniti d'America viene indicata come la malattiai che si diffonde più rapidamente dopo l' HIV, e ogni anno vengono denunciati circa 20.000 casi umani.
La zecca una volta infettata mantiene le Borrelie vive, vitali ed infettanti per tutta la vita. Per trasmettere la malattia, la zecca deve rimanere attaccata all'ospite almeno 24 ore, tuttavia recentemente è stato dimostrato che, se viene interrotto o disturbato il suo normale pasto di sangue, la trasmissione può avvenire anche nel giro di sole 16 ore o anche meno.
L'uomo si infetta occasionalmente durante il morso di zecca (soltanto nell'1-2% dei casi), in quanto per sopravvivere le Borrelie devono modificarsi per adattarsi alla temperatura corporea umana, penetrare nell'organismo superando la barriera cutanea ed eludere il sistema immunitario. Dopo che è avvenuta la penetrazione della cute, questi batteri possono arrestarsi in quella sede e determinare il caratteristico Eritema Cronico Migrante, oppure diffondere in altri tessuti (SNC, cuore, reni, articolazioni) per via ematogena.
La patologia nell'uomo può essere distinta in tre fasi cliniche:
__Precoce localizzata: caratterizzata da eritema cronico migrante caratterizzato da un "Rash" che tende a diffondere dal punto di inoculazione ad altre parti del corpo, linfadenopatia, febbre, malessere generale, cefalea, artromialgie. Possibile auto risoluzione in qualche settimana.
__Precoce sistemica: caratterizzata da artralgie, mialgie, miositi, artriti, paralisi del nervo facciale, nefriti, eritemi migranti multipli, ecc.
__Tardiva o Cronica: la sintomatologia si manifesta dopo mesi o anni dal morso della zeccae e si presenta con; encefalomielite cronica, progressiva perdita della memoria, poliartriti ricorrenti, ecc.
Data la sintomatologia sovrapponibile con quella di altre patologie, è fondamentale la diagnosi differenziale con Mononucleosi, Tubercolosi, Gengiviti, Artriti reattive, Malattie Autoimmuni.
Nel cane i segni clinici che come abbiamo detto si possono manifestare anche a distanza di mesi dalla puntura di zecca sono: ipertermia, astenia, depressione del sensorio, linfadenopatia. Le poliartriti, le forme più documentate, interessano inizialmente l'arto più vicino al morso, per poi migrare ad altre sedi; la zoppia conseguente è spesso di breve durata e autolimitante. La diagnosi di Borreliosi nel cane risulta spesso difficile poichè la patologia ha una sintomatologia molto variabile e sovrapponibile a quella di altre malattie. Nel cane la prevenzione della malattia è possibile tramite la vaccinazione, che svolge il duplice ruolo di contrastare l'insorgena della malattia nel cane e di conseguenza, essendo quest'ultimo un possibile serbatoio di infezione e un veicolo di zecche potenzialmente infette, di prevenire la trasmissione all'uomo. In tutto il mondo sono disponibili attualmente 6 vaccini, alcuni dei quali anche in Europa, la cui efficacia però purtroppo non è nè certa nè assoluta.

Febbre Q
La febbre Q , una patologia causata dal batterio Coxiella burnetti che colpisce sia gli animali sia l’uomo. È stata segnalata in numerose specie, tra cui bovini, ovini e caprini, oltre che in volatili e artropodi. Nell’uomo l’infezione è dovuta principalmente all’inalazione di polvere contaminata dai batteri presenti nella placenta e nei liquidi persi durante il parto oppure nelle feci degli animali infetti. Altre vie di trasmissione, possono essere l’acqua contaminata o le feci di artropodi infetti, ma sono rare.
 

E' importante sapere inoltre che esiste un organismo Europeo che si prende cura di monitorare l'incidenza di queste malattie nei paesi membri dell'Unione Europea affinchè non costituiscano un serio pericolo per la popolazione mondiale. Questa autorità Europea (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - EFSA,  European Food Safety Authority), è un'agenzia dell'Unione Europea istituita nel gennaio del 2002 ed ha sede nella città universitaria di Parma. Fornisce consulenza scientifica e una comunicazione efficace in materia di rischi, esistenti ed emergenti, associati alla catena alimentare. Il ruolo principale dell’EFSA consiste nel valutare i rischi associati alla filiera alimentare dell’UE, al fine di garantire un elevato livello di protezione dei consumatori e la salute degli animali. Le attività di consulenza scientifica indipendente dell’EFSA e l’assistenza prestata dai suoi esperti scientifici nell’ambito della sicurezza alimentare e in merito agli aspetti delle malattie zoonosiche concernenti la salute degli animali, con il sostegno dei dati raccolti negli Stati membri, aiutano i responsabili delle decisioni in Europa a definire politiche e ad adottare decisioni per proteggere i consumatori nell’Unione europea.
Le attività dell’EFSA sulle zoonosi comprendono:
-Monitoraggio annuale
I casi di zoonosi di origine alimentare nell’UE sono monitorati e analizzati ogni anno dall’EFSA e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), allo scopo di fornire alla Commissione e agli Stati membri informazioni aggiornate sulla situazione corrente.
-Raccolta di dati
Gli Stati membri dell’UE raccolgono dati confrontabili sulla prevalenza di Salmonella, Campylobacter o altri microrganismi negli alimenti o nelle popolazioni animali, e trasmettono questi dati all’EFSA perché li sottoponga ad analisi.
-Analisi dei fattori di rischio
L’EFSA e i suoi gruppi di esperti scientifici individuano i fattori di rischio che contribuiscono alla prevalenza di microrganismi zoonosici nelle popolazioni animali, sulla base dei dati trasmessi dagli Stati membri e di altre informazioni pertinenti.
-Valutazioni del rischio
I gruppi di esperti scientifici dell’EFSA svolgono valutazioni dei rischi per la salute pubblica posti dagli animali infetti e forniscono consulenza sull’impatto prodotto sui batteri dalle nuove misure di controllo e di riduzione dei rischi.
-Raccomandazioni e consulenza sulle misure di riduzione dei rischi
I dati raccolti dagli Stati membri dell’UE fungono da base per la definizione da parte dell’Unione di obiettivi per la riduzione di tali microrganismi negli animali produttori di alimenti e negli alimenti stessi. Grazie alle sue attività di consulenza scientifica, l’EFSA aiuta i responsabili delle decisioni a individuare in anticipo gli effetti che le varie misure di controllo produrranno sulla salute pubblica. L’impatto dei programmi di riduzione del rischio sull’attuale prevalenza delle zoonosi negli animali e negli alimenti, nonché sui casi di infezione nell’uomo a queste correlati, viene successivamente monitorato e analizzato nelle relazioni annuali sintetiche dell’Unione europea.
 
Gennaro Dott. Calogero