Il mio cane è un cannibale?

Per cannibalismo si intende l'abitudine di cibarsi di esseri appartenenti alla stessa specie. Nel cane si conoscono diversi tipi di cannibalismo. Cannibalismo di tipo Alimentare, molto frequente in natura, quando un cane mangia  i visceri o le carni e le ossa di un altro cane morto. Vi è anche un cannibalismo cosiddetto "Sociale", e lo si riscontra quando a seguito di un combattimento, il cane che viene ucciso viene  in parte mangiato. Esiste anche un cannibalismo Patologico, esecitato da un animale ammalato (per es. colpito da rabbia o altra malattia cerebrale), e che si esercita su animali della stessa specie, ma anche su se stesso. Infine l' Autocannibalismo  dove il cane si mangia letteralmente una parte di se stesso, di solito un arto o la coda; ma la forma di cannibalismo più frequente negli animali domestici, è tuttavia il cannibalismo Materno. Succede quando la cagna, soprattutto se di primo parto, mangia uno o più cuccioli appena partoriti. Perchè accade ciò ? Nelle righe che seguono cercherò di dare una spiegazione fisiologica di quello che accade.

L'importanza della palcenta
Normalmente, nel parto, alll' esplulsione del cucciolo, segue l'eliminazione della placenta. In natura di solito la cagna si mangia la placenta. Ciò avviene per due motivi: per primo, far scomparire un materiale che potrebbe richiamare l'attenzione di altri carnivori o predatori, e quindi mettere  a rischio la cucciolata; ma soprattutto per ingerire una quantità preziosa di proteine e di ormoni di cui la palcenta è molto ricca. A questo proposito volevo ricordare, che fino a qualche decennio fà, in umana, era abitudine dare da bere alla puerpera un brodo fatto con la palcenta appena esplulsa con il parto. Infatti gli ormoni placentari stimolano la produzione di latte e lo sviluppo di quello che potremmo chiamare "l'amore materno". Impedire l'assunzione delle placente di per se predispone ai rischi di cannibalismo.

Spiccato istinto materno
La cagna subito dopo il parto pulisce i propri piccoli leccandoli accuratamente. A volte, questa procedura, se eseguita energicamente, può danneggiare la delicata parete addominale, con conseguente fuoriuscita dei visceri addominali. In questo caso può succedere che la cagna possa  mangiare  i visceri e talvolta anche qualche altra parte del cucciolo (per es. una gamba). Il cannibalismo materno del cane si può associare ad altre forme di anomalie del comportamento riproduttivo. Sempre per carenze ormonali vi può essere una persistente reazione negativa verso i propri cuccioli, con  rifiuto più o meno completo dell'allattamento. Ben nota è anche l'aggressività puerperale che consiste in una improvvisa aggressività della cagna contro chiunque si avvicini ai propri cuccioli. Il cannibalismo è più frequente nelle cagne primipare  che partoriscono senza che altre cagne possano loro insegnare taluni comportamenti.

Cuccioli malformati o carente stato di salute della puerpera
Un alltro motivo per cui la cagna può cibarsi dei suoi figli, è perche nascono con gravi malformazioni, ritenuti dalla madre incompatibili con la vita. L'istinto a generare i cuccioli, per il mantenimento della specie, prevale sull'istinto materno, inducendo la mamma ad eliminare gli stessi, che comunque di li a poco sarebbero in ogni caso morti, sottraendo nel frattempo delle risorse  fondamentali per la sopravvivenza degli altri nati sani della cucciolata(il colostro e il latte materno).
Un altro motivo che potrebbe indurre la puerpera al cannibalismo, è lo stato di salute cagionevole in cui essa  può trovarsi subito dopo il parto. E' risaputo che la fase dell' allattamento è estremamente dispendioso per una cagna in ottima salute, a maggior ragione lo è  per una mamma non in perfette condizioni fisiche. In questo caso è messa seriamente a rischio la sua stessa sopravvivenza, e conseguentemente dell'intera cucciolata. Anche in questo caso prevale l'istinto alla prosecuzione della specie che induce la madre al cannibalismo. In questa maniera la puerpera avrebbe a disposizione un alimento ricco di proteine che potrebbe aiutarla a superare questo momento di estrema difficoltà, per cui al successivo calore potrebbe restare incinta e partorire altri cuccioli.

Fase di allattamento
Quando i cuccioli incominciano a succhiare il latte dopo essersi attaccati ai capezzoli, stimolano la produzione di impulsi nervosi che arrivano al cervello, e da qui, attraverso l'ipotalamo e l'ipofisi, viene indotta la produzione di due ormoni: Ossitocina e Prolattina. La ossitocina permette al latte di scendere dalla mammella ai capezzoli, mentre la prolattina prepara la mammella per la successiva poppata e induce la comparsa di quel senso di amore di cui si è detto prima. E' notorio che una cagna che allatta  i suoi piccoli non esercita mai il cannibalismo, cosi come la donna che sta allattando al seno il proprio neonato non compie praticamente mai un infanticidio, che invece può avvenire subito dopo il parto.

Quali rimedi adottare ?
Per prevenire situazioni incresciose come quelle suddette, sarà  opportuno prendere alcune precauzioni, come per es. alimentare la cagna durante la gravidanza con una dieta più bilanciata e corretta possibile, tenendo conto soprattutto delle quantità di proteine nobili assunte (carne e pesce), o sali minerali (il calcio in particolare). Inoltre bisogna lasciarle mangiare la placenta. Appena nati i cuccioli è bene pennellare i cordoni ombelicali e l'area circostante con un disinfettante come la tintura di iodio, che svolge una duplice azione, di disinfettare e contemporaneamente di inibire il leccamento della puerpera.

   Gennaro dott. Calogero

Aggiornato il 23/04/2012