Ospiti indesiderati

PULCI  ZECCHE  PIDOCCHI  PAPPATACI

E' arrivata la bella stagione, e per chi possiede un amico peloso, con essa arriva puntuale il problema della infestazione da pulci, zecche, pidocchi e pappataci (flebotomi). Sarà sufficiente uscire da casa pochi minuti, giusto il tempo per consentire al nostro animale di espletare i suoi  bisogni corporali, per trovarsi con l'animale infestato da qualcuno di questi parassiti. Se il nostro amico a quattro zampe si gratta o mordicchia con una certa insistenza, è possibile che sia infestato da qualcuno di questi ectoparassiti. Questi insetti per la loro sopravvivenza  hanno bisogno di salire sull' animale (cane o gatto), dove si compirà una indispensabile fase del loro ciclo vitale. In questa pagina cercherò di descrivere brevemente il ciclo vitale di questi ectoparassiti, dando alla fine delle informazioni utili su come difendere la nostra persona e i nostri piccoli animali domestici.
                                                                                                                                                                 Pulci
Si tratta di artropodi che nel corso dei secoli hanno perso l'attitudine al volo sviluppando al contempo degli arti forti e robusti in grado di far compiere dei salti molto lunghi. Questa è una caratteristica che le pulci sfruttano per salire sugli animali ed infestarli. Osservando attentamente il nostro animale subito dopo la passeggiata, è possibile rinvenire sulla pelle, sotto il pelo, dei piccoli animaletti di pochi mm. di lunghezza, di colore scuro, che cercano di nascondersi negli anfratti del pelo. Se si osserva ancora più attentamente si possono vedere delle piccole palline di colore nero sulla pelle; ebbene molto probabilmente si tratta delle feci delle pulci. Se vogliamo avere conferma della infestazione sarà sufficiente strofinare sulla pelle del cane un panno bianco umido. In caso di presenza di pulci questo si macchierà di colore rosso, il colore del sangue digerito dalle pulci. Nei casi di modesta infestazione è possibile il riscontro delle sole feci delle pulci. Per gli animali da compagnia  e gli esseri umani, le specie di pulci che si rinvengono più frequentemente sono la pulce del gatto, (Ctenocephalides felis), e quella del cane, (Ctenocephalides canis). Queste specie di pulci sono specie specifici, il che vuol dire che la pulce del gatto parassiterà il gatto, mentre la pulce del cane parassiterà il cane, salvo rare eccezioni. Da ciò si evince che il rischio che qualche pulce passi dal cane o gatto al proprietario è minimo; infatti la pulce lontano dal suo ospite specifico può sopravvivere solo per pochi giorni.
ll ciclo della pulce: Gli insetti adulti si accoppiano e depongone le uova sul corpo dell'animale. Le uova cadono sul terreno o pavimento o tappeto o altro ancora, e diventano larve, poi pupe ed infine insetti adulti. Questi  possono sopravvivere per un tempo molto limitato in questi luoghi, per cui necessitano di un ospite specifico su cui compiere il  pasto di sangue. Molte pulci vengono ingerite dagli animali durante il mordicchiamento del pelo conseguente all'azione traumatica del parassita. Una volta salite sull'ospite le pulci si rivelano estremamente fastidiose e pericolose. I meccanismi attraverso i quali  possono recare danno ai nostri animali sono tre:
1)Azione diretta ed espoliatrice: la presenza delle pulci sulla pelle provoca irritazione, arrossamento, prurito, perdita di pelo e lesioni cutanee; inoltre dal momento che le pulci si nutrono di sangue, la presenza di molte di esse su animali malati, deboli o denutriti può portare a ulteriore deperimento dell'animale o morte in casi estremi dello stesso.
2)Reazione allergica: alcuni animali risultano allergici alla saliva delle pulci . Quando una pulce morde un soggetto allergico, questi sviluppa un prurito molto intenso soprattutto a livello dei fianchi, della regione lombosacrale  e all'interno delle cosce. In queste regioni l'animale perde il pelo e sviluppa delle dermatiti anche molto gravi con eritema ed arrossamento. Per scatenare un processo allergico è sufficiente una sola pulce in animali predisposti all'allergia.
3)Trasmissione di malattie infettive o parassitarie: le pulci possono veicolare batteri e parassiti pericolosi per noi e per i nostri animali, come per es. la tenia Dypilidium Caninum. Le pulci sono ospiti intermedie del ciclo della tenia, per cui gli animali che hanno le pulci molto prababilmente avranno anche la tenia in virtù del fatto che gli animali infestati mordicchiandosi ingeriscono le pulci presenti sul corpo. Questa malattia (Teniasi da Dipypilidium Caninum) è una zoonosi, cioè malattia potenzialmente trasmissibile all'uomo. Un'altra zoonosi nella cui trasmissione è implicata la pulce, è la cosiddetta "Malattia da graffio" del gatto. L'agente eziologico è un microrganismo chiamato Bartonella Henselae. Quando una pulce sugge una goccia di sangue da un gatto infetto, ingerisce anche il parassita, il quale poi, una volta digerito, viene espulso con le feci. Il gatto, con le unghia sporche delle feci delle pulci, può trasmettere la malattia ai soggetti che graffia (uomo o animale). Questa malattia nel gatto, è quasi sempre asintomatica (il gatto si comporta da portatore sano, cioè può trasmettere la malattia ma non si ammala), mentre nell'uomo, soprattutto se affetto da deficit  del sistema immunitario può dare febbre, gonfiore nel punto di inoculo (la lesione del graffio), disturbi a carico dell'apparato cardio circolatorio e dei linfonodi, che si presentano aumentati di volume. Dal punto di vista della salute pubblica, la Bartonellosi viene considerata una zoonosi emergente.
Quando ricorrere ai consigli del veterinario?
Bisogna ricorrere ai consigli del veterinario in caso di presenza evidente di pulci o delle loro feci sul mantello, in presenza di prurito, perdita di pelo o dermatite manifesta, in presenza nelle feci dell'animale di parassiti (proglottidi di tenia). Le proglottidi sono segmenti di tenia, si  presentano grandi poco più di un chicco di riso, appena esplulse sono di colore bianche e molto mobili, poi a contatto con l'aria si ossidano, assumendo un colore giallastro. Possono anche fare capolino dall'ano dell'animale o essere adese al pelo circostante.
                                                                                                                                                                          Zecche
Si tratta di piccoli aracnidi di colore marrone o grigi, non dotati di ali, ma capaci di arrampicarsi con velocità e destrezza su piante e animali. Molte specie di zecche sono in grado di infestare sia gli animali che l'uomo, dal momento che non sono parassiti ospite-specifici. Vivono generalmente nei prati e nei boschi, o nei giardini incolti. Una volta raggiunta la preda si fissano sulla pelle mediante il rostro, e le femmine iniziano a succhiare sangue. Solo le  femmine succhiano il sangue,  mentre i maschi i quali spesso si rinvengono adesi accanto alla femmina, servono per la fecondazione. Il sangue prelevato dalla zecca contribuisce a nutrire le uova. Una zecca in 5-6 giorni può raggiungere le dimensioni di un fagiolo. Reperire le zecche sul corpo degli animali è semplice: basta accarezzarli, per percepire sotto le dita, piccoli rilievi cutanei più o meno duri e tondeggianti, che ad una attenta osservazione risultano dotati di zampe. Le zecche sono ectoparassiti temporanei, alternano cioè un fase di vita libera (nell'ambiente) a una fase di vita parassitaria (sull'animale). Le condizioni climatiche, in particolare la temperatura e il grado di umidità, giocano un ruolo importante nel prevalere di una particolare specie di zecca su un'altra. Quando le condizioni non sono favorevoli alle loro attività, le zecche entrano in uno stadio, detto "Diapausa", come succede per esempio nel periodo invernale. L'attività ricomincia nuovamente in funzione della stagione, con un picco durante la primavera e l'estate.
Il ciclo della zecca. Il ciclo della zecca può completarsi nell'arco di soli 14 giorni o protrarsi fino a 140, a seconda, soprattutto delle condizioni di temperatura e di umidità. Una volta salita sull'ospite, la zecca si sposta in cerca di una zona ideale dove infiggere il rostro. Predilige in genere aree a cute sottile, come faccia interna del padiglione auricolare, base della coda, ascelle, spazi interdigitali. Per localizzare il loro ospite, le zecche si affidano alla loro capacità termotattile, cioè sono in grado di percepire con il tatto il calore, ma recepiscono altrettanto bene l'odore emesso dall'animale o dall'uomo; sfruttano molto bene anche altri sensi come la vista. Il pasto dura in media da quattro a sette giorni. Poi, la zecca si lascia cadere a terra, ed inizia l'ovodeposizione. Il numero delle uova deposte può essere superiore alle 2000, nell'arco di 13 giorni. La vita media di sopravvivenza di una zecca è di circa 133 giorni.
Quali problemi possono arrecare?
Le zecche possono causare distrurbi di vario genere, dal semplice prurito nel punto di contatto, ad anemia o alla trasmissione di malattie. La conseguenza più grave anche nell'uomo oltre che nel cane, specie se si ha avuto un contatto prolungato con il parassita, resta la trasmissione di microrganismi responsabili di gravi malattie, alcune volte anche mortali se non diagnosticate in tempo.
Esplicano molteplici azioni;
-Azione spogliatrice: è stato dimostrato che 72 femmine possono prelevare fino a 1 ml di sangue al giorno.
-Azione meccanica ed enzimatica: nella sede di contatto, si verifica una reazione infiammatoria, che spesso esita nella formazione di granulomi.
-Infezione del punto di inoculo: ciò puo avvenire nel caso in cui la zecca non viene rimossa completamente.
-Attività tossica: alcune zecche, inoculano delle tossine che agiscono sui recettori nervosi, e possono, in rari casi, provocare una paralisi nell'animale.
Affinchè la zecca divenga un vettore della trasmissione dell'agente patogeno, deve fare il pasto di sangue su un animale infetto. Gli agenti patogeni vengono trasmessi solo dopo 48 l'inizio del pasto. Da ciò si evince che per evitare il rischio di trasmissione di queste malattie, è fortemente consigliato di controllare attentamente il cane dopo ogni passeggiata, e rimuovere al più presto e completamente il parassita dalla cute dell'animale.
Nel cane le malattie più importanti trasmissibili dalla zecca, sono:
-La Rickettsiosi, cartterizzata da febbre alta nelle prime fasi della malattia, esantemi diffusi su tutto il corpo, astenia, anoressia. Se non diagnosicata precocemente può portare a morte il cane: se non ben curata può recidivare a distanza di settimane o mesi.
-La Piroplasmosi detta anche Babesiosi, che si manifesta con febbre alta, mucose di colore pallido, apatia, dolori diffusi, emolisi, urine di colore scuro(urobilirubinuria). La malattia se non diagnosticata in tempi brevi può portare a morte il cane.
-L'Ehrlichiosi, si tratta di un'infezione subdola, in quanto non facilmente diagnosticabile, che nei casi acuti provoca febbre, anemia, emorragia dal naso(epistassi).
-L'Hepatozoonosi, malattia capace di determinare zoppia, dolori muscolari, uveite e nei casi cronici un lento deterioramento delle condizioni generali di salute. E' considerata una malattia emergente. Spesso è concomitante con altre malattie come la Piroplasmosi o l'Herlichiosi, per cui il quadro clinico può non esseere chiaro.
-Encefalite o Paralisi da zecche, caratterizzata anche essa da febbre, astenia, mialgie, dolori articolari, febbre e paralisi.
Nel gatto, le zecche possono provocare l'Emobartonellosi, una malattia che si presenta clinicamente con anemia ed epatite.
Casa fare quando si rinviene una o più zecche attaccate sulla pelle del cane o gatto?
Se la zecca è una, o poche, si ritiene che la cosa più corretta da fare sia quella di rimuoverla afferrandola con una pinzetta sottile nel punto più vicino a contatto con la pelle e poi rimuoverla completamente. C'è invece chi sostiene che prima di staccare la zecca sarebbe opportuno stordirla con sostanze come  alcool, o olio o petrolio. Si procede in questa maniera; un batuffolo di cotone imbibito con queste sostanze lo si tiene  sopra la zecca per qualche minuto. Passato questo tempo, si taglia la zecca a metà del suo corpo, e la si lascia essiccare. Dopo qualche giorno, cadrà spontaneamente, senza lasciare traccia nella sede ci contatto. Questa seconda modalità di intervento sembra essere superata; infatti si ritiene che quando la zecca viene a contatto con sostanze irritanti si possa contrarre, e di conseguenza veicolare il parasita nell'ospite infettandolo. In alternativa è possibile utilizzare un uncino appositamente brevettato a questo scopo. Se le zecche sono più di una, sarà opportuno, procedere con un trattamento antiparassitario total body.
Cosa fare per tenere sotto controllo l'infestazione da pulci e da zecche ?
Il trattamento antipulci deve essere mirato alla distruzione non solo delle forme adulte, ma anche delle forme larvali presenti sull'animale, o nel territorio dove l'animale vive. Il trattamento nei confronti delle forme adulte e delle forme larvali delle pulci, ma anche delle zecche, viene effettuato tramite l'uso di prodotti antiparassitari, che sono presenti in commercio sotto diverse forme; gli shampoo( bagni medicati); si preferisce questa formulazione negli animali molto infestati; sono molto validi perchè procurano un rapido sollievo dal prurito. Gli spray (irrorare il pelo e poi massaggiare), o gli spot-on (applicare il prodotto sulla cute, in più punti sulla linea dorso-lombare, dopo avere scostato il pelo), sono quelli che attualmente vanno per la maggiore, e che danno più garanzie di successo. I collari antipulci e antizecche; spesso sono delle soluzioni comode, ma la loro efficacia tende a diminuire col tempo. Alcuni animali, inoltre, grattandosi, possono togliersi il collare e leccarlo o masticarlo, rischiando anche di intossicarsi. Esistono anche prodotti che si possono somministrare per bocca con una cadenza mensile o per iniezione. Se si possiede più di un animale in casa, è fondamentale trattarli contemporaneamente. Le cucce e i ricoveri in genere bisogna pulirli periodicamente, con prodotti adeguati, e laddove è possibile distruggere coperte, plaid, o qualunque altra cosa che sia  venuto a contatto con l'animale, perchè questi possono fungere da nido alle uova, alle larve e alle pupe. Negli appartamenti è utile l'uso dell'aspirapolvere, o di generatori di vapori ad alta temperatura( le temperatura di 50° C. uccide tuttti i parassiti pulci comprese), da impiegare nelle pulizie quotidiane, con l'accortezza di insistere con cura negli angoli dove più facilmente si accumulano la polvere e i detriti cosi come nei  battiscopa o fessure tra una mattonella e l'altra. L'aspirapolvere và svuotato sibito dopo l'uso, perchè le pulci sono ancora vive. L'Uso di antiparassitari esterni, per gli animali che vivono all'aperto, è consigliabile a cominciare dal mese di marzo, per finire nel mese di novembre, mentre per gli animali tenuti in appartamento, il consiglio è quello di provvedere  alla disinfestazione contro le pulci anche nel periodo invernale, quando le abitazioni sono riscaldate artificialmente.
                                                                                                                                                                   Pidocchi
Pur con minore frequenza rispetto alle pulci e alle zecche, anche i pidocchi attaccano gli animali domestici. Due sono le specie che aggrediscono il cane (il Trichodectes canis e il  Linognathus setosus) e una il gatto (la Felicola subrostratus). Come le pulci, anche i pidocchi hanno un complesso ciclo vitale (uova-ninfe-adulti) che però a differenza della pulce, ha luogo sempre e solo sull'animale infestato (le uova, dette "lendini" restano adese ai peli e non cadono a terra). Possono passare da un animale all'altro tramite il contatto diretto o indiretto, cioè attraverso tappeti, coperte, cucce o mediante l'utilizzo di spazzole o pettini infestati. La loro sopravvivenza può variare da due a tre giorni lontano dall'ospite, quindi con un rischio minore, anche se presente, di infestazione dell'ambiente domestico.
Quali problemi possono provocare nell'animale infestato?
Alcuni pidocchi si nutrono come le pulci del sangue dell'ospite. Gli animali infestati si grattano insistentemente nelle areee colpite, provocandosi lesioni più o meno estese. Di conseguenza Il pelo assume un aspetto opaco con comparsa di  forfora (desquamazione cutanea). I pidocchi se presenti in numero considerevole possono provocare  forme gravi di anemia; inoltre possono trasmettere, come le pulci, il Dipylidium caninun, cioè la tenia del cane.
Come fare per proteggerlo dai pidocchi?
I pidocchi sono sensibili alla maggior parte dei disinfestanti utilizzati contro le pulci e le zecche, per cui l'uso costante di questi prodotti  (marzo-Ottobre) previene efficacemente anche l'infestazione da pidocchi.
                                                                                                                                                               Pappataci
I pappataci, meglio conosciuti come flebotomi, sono gli insetti responsabili della trasmissione di una malattia molto grave, e spesso mortale nei cani, la Leishmaniosi. Questa malattia è una zoonosi, quindi potenzialmente trasmissibile anche agli esseri umani. I pappataci hanno la caratteristica di essere molto più piccoli delle comuni zanzare, e pertanto  sono in grado di passare attraverso le comuni zanzariere, ed inoltre sono molto silenziosi nel volo, poichè dotati di ali ricoperte di una fitta peluria. Per questo motivo vengono chiamati ,"Pappa" e "Taci". Come le zanzare, amano cacciare all'imbrunire e nelle ore notturne. Durante il giorno invece rimangono nascosti nel terreno o tra le fenditure dei muri, o tra le pietre. L'attività di questi insetti inizia a primavera e dura fino al tardo autunno. La femmina punge il cane diverse volte per compiere il pasto di sangue, mentre il maschio si nutre per lo più di sostanze  zuccherine (Glicifago). Il morso dei pappataci è molto irritante, e provoca la formazione di un ponfo caratteristico rilevato sulla superficie corporea e crateriforme al centro. Predilige le zone prive di peli, e a cute sottile, come la punta del naso e delle orecchie, il contorno degli occhi, o la superficie interna dei padiglioni auricolari. Dopo avere punto un cane infetto, la leishmania, nell'intestino dell' insetto si evolve, per poi essere trasmessa, ad un animale sano, con la puntura veicolato dalla saliva. I flebotomi hanno una scarsa attitudine al volo, infatti con il volo possono coprire brevi distanze; spesso si spostano compiendo brevi salti di 20- 30 cm. La lotta contro il flebotomo  è difficile, perchè esso si adatta a vivere un pò ovunque anche dentro le case, ed è resistente agli insetticidi tradizionali. Per limitare la possibilità che il nostro animale possa essere punto dai pappataci, sarebbe opportuno limitare il più possibile le passeggiate serali, tenendolo chiuso in casa nelle ore notturne, proteggere le finestre con zanzariere a maglie molto fitte, ed infine applicare dei prodotti che agiscono come insettorepellenti, esistenti in commercio in formato spot on o collari.
Conclusioni
Proteggere dall'attaco sistematico cui viene sottoposto nel corso delle stagioni primavera-estate, il nostro animale da parte degli ectoparassiti, mi sembra assolutamente necessario oltre che doveroso. Necessario perchè un animale infestato  da pulci, zecche o pidocchi è un animale malato e come tale và curato, anche in previsione dell'eventuale possibilita di trasmissione di malattie all'uomo, ma anche doveroso nei confronti dell'animale che si è deciso di tenere a nostro fianco, come riconoscimento per tutti i bei momenti passati insieme.

 Gennaro Dott. Calogero

Aggiornato al 20/09/2012