Le piante del malessere

 

 Avvelenamento da sostanze di origine vegetale nei carnivori

L'avvelenamento da sostanze di origine vegetale nei carnivori non è molto frequente, ma pur sempre possibile, perchè come vedremo più avanti nella trattazione. Molte di queste piante sono comunemente presenti nelle nostre case come piante ornamentali. I carnivori, in quanto tali, si cibano prevalentemente di carne, e poche sostanze vegetali. I gatti sono fondamentalmente dei carvivori, cioè si nutrono sostanzialmente di carne o di piccole prede vive che ama cacciare se tenuto in semilibertà. Solo una piccola parte( il 20% circa) della dieta giornaliera è costituita da alimenti di derivazione non carnea. Il cane invece seppur facente parte dell'ordine dei Carnivori non è un carnivoro puro come il gatto; per le sue abitudini alimentari ormai si può considerare un onnivoro, perchè al pari dell'uomo può mangiare alimenti sia di origine animale che vegetale, e questo e naturale visto che è da migliaia di anni che vive in simbiosi con l'uomo. Questa piccola premessa per dire che le probabilità che il cane si possa intossicare ingerendo sostanze vegetali è maggiore rispetto a quella cha ha il gatto, solitamente molto più raffinato nella scelta dell'alimento.
Ma perchè le piante contengono sostanze  tossiche per chi le ingerisce, siano essi erbivori o onnivori? Pare che sia frutto dell'evoluzione messo in campo dalle piante per difendersi e non rischiare di estinguersi. Questo è uno dei metodi utilizzato dalle piante per dissuadere gli animali dall'ingerirli. Per quanto riguarda il cane, diciamo che mentre negli adulti le intossicazioni sono al quanto improbabili, al contrario nei cuccioli che prendono in bocca di tutto, costituiscono spesso un problema.
Cominciamo adesso a descrivere le piante tossiche che agiscono sull' apparato gastroenterico. Come vedrete sono piante comuni, alcune anche molto note, perchè piante di appartamento.

-Azalea 

Studi sperimentali hanno dimostrato che l'ingestione di foglie verdi in quantità pari allo 0,2% del peso del corpo dell'animale, è in grado di indurre avvelenamento. I sintomi clinici sono; anoressia,ipersalivazione, depressione nausea e vomito.

 

 -Rododedro

Per il rododendro vale quanto detto per l'azalea

 

 

-Ricino
L'olio di ricino, molto conosciuto, non è di per se tossico. La Ricina, elemento tossico, è concentrata nei semi della pianta. Se la Ricina viene ingerita si osserva una notevole varietà di efetti variabile da una specie animale all'altra. l'uomo e il cavallo sono più sensibili, il bovino e l'ovino sono invece resistenti. Non sono state condotte indagini tossicologiche nel cane e nel gatto, per cui si ignora quale sia la specifica quantità necessaria ad indurre l'avvelenamento in queste  specie animali. I segni clinici compaiono dopo circa 18-24 ore dall'assunzione dei semi e si manifestano con depressione, febbre, sete intensa, dolori colici e sudorazione. In casi estremi compare diarrea profusa con sangue.

 

 

 

-Edera
E' una pianta rampicante comunemente presente in natura. Il principio tossico, l'ederagenina, è contenuto sia nelle  foglie che nei frutti. In corso di avvelenamento , le manifestazioni iniziali sono rappresentate da ipersalivazione con sete intensa, nausea emesi, dolori addominali e diarrea. Lanimale può entrare in coma e morire.

 

 

 

-Vischio
La pianta del Vischio, conosciuta come pianta portafortuna nel periodo natalizio, in realta contiene nelle bacche delle sostanze tossiche che hanno una azione diretta nella mauscolatura liscia, e marcate proprietà ossitociche(Vischio Americano), tanto che gli Indiani d'America lo usavano come abortigeno. In Europa invece (Vischio Europeo)gli infusi di questa pianta venivano usati come cardiostimolatori. Negli animali da compagnia, l'ingestione di grandi quantità di vischio può causare nausea, vomito e gastroenterite.

 

 

 

-Funghi
Esistono più di 3.000 specie di funghi. Molte di queste specie sono tossiche sia per gli animali che per l'uomo. I funghi producono numerose e diverse sostanze chimiche che in base alla sintomatologia da essi indotta vengono distinti in
-Veleni Neurotossici i cui sintomi compaiono entro 15-30 minuti dall'ingestione e sono caratterizzati da ipersalivazione, lacrimazione, nausea, vomito, diarrea, coliche, miosi e respiro asmatico, sonnolenza seguita da eccitazionee, ed infine sonno profondo e coma.
-Veleni Protoplasmatici, i cui effetti si manifestano entro le 6-12 ore, e sono caratterizzati da violenti attacchi di vomito, diarrea, disidratazione, crampi muscolari, collasso, coma, ipotensione, midriasi; ed infine
-Veleni irritanti gastroenterici, la cui insorgenza avviene entro le 2 ore dopo l'ingestione, e si manifestano con nausea, vomito, e diarrea transitori.

 

 

 

-Solanacee
Il genere Solanum comprende molte piante utili all'uomo, come la patata, la melenzana, e il mirtillo, e molte specie ornamentali. Il pomodoro, pianta strettamente correlata a queste specie, contiene alcuni degli stessi principi farmacologicamente attivi. Si può ritenere che tutte le specie di Solanum contengono agenti tossici in un certo periodo dello sviluppo o in alcune parti della pianta. Nell'ambiente domestico possono essere presenti le seguenti specie, in grado di provocare avvelenamenti negli animali da compagnia. Solanum Nigra, comunemente chiamata Morella, le cui bacche mature non sono velenose, mentre quelle verdi possono esserlo; Solanum Pseudocapsum, molto apprezzata a scopo ornamentale per le sue bacche di colore rosso vivo che sono velenose; ed infine Solanum Dulcamara (Dulcamara), anch'essa nolto nota come pianta di arredamento caratterizzata da bacche di colore rosso velenose. L'intossicazione da Solanum provoca una gastroenterite, con anoressia, nausea, dolori addominali, vomito e diarrea emorragica.

 

-Euforbie
Alcune di queste vengono coltivate come piante ornamentali e sono soprattutto queste ad essere particolarmente importanti come cause di avvelenamento degli animali da compagnia. La più comune di queste piante è sicuramente la c.d. Stella di Natale. Queste piante producono una linfa lattiginosa irritante per la cute e la congiuntiva, nonchè, se ingerita per il tratto gastrointestinale.
  

 

 

 

 

 

-Aracee
Molte di queste piante sono note come piante di appartamento. Per es. la Dieffenbachia, diverse varietà di Filodendro, l'Occhio di Elefante, ecc. L'avvelenamento che consegue all'ingestione di foglie o parti di pianta raramente portano a morte l'animale, più spesso si riscontra una notevole irritazione della cavità orale, con dolore, scialorrea e stomatite. Nei casi gravi si ha tumefazione della lingua, della cavità buccale e del faringe cui segue dispnea e difficoltà respiratorie.

Piante tossiche che agiscono sul sistema nervoso

 

 

 

 

 

 

-Ortica
Molte piante sono dotate di peli irritanti in grado di dissuadere gli animali dall'ingerirli o calpastarle. Il principio tossico contenuto nei peli si chiama Istamina, ed è responsabile della comparsa dei ponfi che si osservano sulla cute dell'uomo in seguito a contatto con queste piante, mentre la componente tossica che determina la comparsa dei segni clinici di maggiore gravità è l'Acetilcolina. L' avvelenamento si verifica nei cani che vivono o cacciano all'aperto. L'animale correndo su e giù fra la vegetazione, attiva un gran numero di peli urticanti, che determinano l'inoculazione di una dose abbastanza elevata da provocare un effetto cumulativo. Negli animali intossicati si osserva eccessiva salivazione, sensazione di bruciore in cavità orale, debolezza muscolare e tremori. Posssono essere presenti vomito e dispnea da costrizione bronchiale.

 

 

 

-Tabacco
Il principio tossico posseduto dalla pianta si chiama Nicotina; si tratta di un alcaloide con marcati effetti farmacologici e tossicologici. Una sigaretta può contenere da 20 a 30 mg. di nicotina. Negli esseri umani non abituati, 40 mg. di nicotina possono determinare la comparsa di manifestazioni allarmanti, mentre 60 mg. possono portare alla morte. I cuccioli sono i soggetti maggiormaente esposti a questo tipo di intossicazione, mediante l'ingestione di sigari o sigarette. Si ignora quale sia la dose tossica negli animali da compagnia. Nel bestiame la dose minima letale per le foglie di tabacco è pari al 2% del peso corporeo dell'animale. Si tratta dell'intero quantitativo di cibo che giornalmente ingerisce un bovino o ovino, per cui in questi animali l'avvelenamento è una condizione clinica difficilmente riscontrabile. Lo stesso dicasi per gli animali da compagnia. I segni clinici di avvelenamento sono nausea, vomito, diarrea, spasmi muscolari, andatura innaturale, barcollamenti, debolezza e prostazione.

 

 

 

-Tasso
Il tasso è un arbusto sempre verde di aspetto simile all'abete, al larice, al pino: Gli aghi sono di colore verde scuro nella parte superiore e verde chiaro in quella inferiore. Il principio tossico è contenuto negli aghi,nella corteccia e nei semi, si tratta di un alcaloide di nome Tassina. I frutti di colore rosso e di aspetto carnoso posssono attrarre gli animali. i segni clinici compaiono rapidamente, con morte improvvisa prima ancora che il proprietario si renda conto della gravitaà dei sintomi. Se assunto in quantità modesta la sintomatologia rilevabile sarà; tremori, debolezza muscolare, despnea e collasso.

 

Piante tossiche che agiscono sul sangue e sulla circolazione

-Olendro (avvelenamento da glucosidi cardiattivi)

 

 

L'oleandro è un arbusto ornamentale con foglie lineari, coriacee e con margini lisci, di lunghezza variabile da 10 a 30 cm. I fiori dell'oleandro variano di colore dal bianco al rosa al rosso al violetto. La fioritura dura per mesi durante l'estate. Il frutto è rappresentato da un  baccello lineare simile a una matita. E' possibile rinvenire frequentemente come ornamente questa pianta ai bordi delle strade extraurbane. Il principio tossico si chiama Oleandrina ed ha un sapore amaro. E' improbabile che un cucciolo o un gattino mastichino le foglie verdi della pianta, è però possibile che un animale mastichi ed eventualmente ingerisca parti delle foglie, sia per gioco sia per la sua presenza accidentale nel suo cibo. Isegni clinici di avvelenamento possono comparire in ritardo, fino a tre ore dopo l'ingestione. inizialmente sono rappresentati da nausea e vomito, seguita poi da diarrea. Nel vomito spesso si ringengono parti delle foglie ingerite responsabili dell'avvelenamento. Gli effetti più intensi e potenzialmente letali si osservano a livello cardiaco. la frequenza e la profondità della respirazione sono spesso aumentate, perchè l'alterazione del circolo generale è causa di anossia. Le estremità distali degli arti possono essere fredde e la temperatura corporea generale può scendere al di sotto della norma. Altre piante che inducono una sintomatologia simile all'olendro sono: la Digitae, il Mughetto, e l'Olendro giallo (vedi foto).

-Avvelenamento da cianuri
Le piante tipo l'Amarena, il Ciliegio, l'Albicocco, il Mandorlo e il Melo, contengono soprattutto nei semi dei frutti ma anche nella corteccia degli alberi  una sostansa velenosa nota con il nome di Cianuro. L'avvelenamento da Cianuri e rara nei piccoli animali, ma i cani che rovistano nella spazzatura possono trovare ed assumere noccioli di ciliegia, albicocca o semi di mela. Quando questi ultimi vengono schiacciatisotto i denti, determinando l'esposizione del seme contenuto all'interno, esiste una possibilità che si verifichi un avvelenamento da Cianuri. Una dose letale può causare la morte nel volgere di qualche minuto o qualche ora.Il primo segno di intossicazione è rap presentato da defecazione e urinazione involontarie, seguite da contrazioni muscolari a inizio dalla testa e dalle spalle seguite da convulsioni. La respirazione diviene faticosa, con comparsa di schiuma alla bocca. Le pupille si dilatano ed entro breve tempo il paziente entra in coma. Ha particolare importanza diagnostica il colore rosso brillante delle mucose.

 

 

 

 

 

Avvelenamento da piante contenenti sostanze stupefacenti

-Marijuana
Il principio tossico della Marijuana è il tetraidrocannabinolo. Farmacologicamente questa sostanza determina depressione e alterazione del Sistema Nervoso Centrale.La quantità di principio attivo differisce notevolmente a seconda della varietà e del sesso della pianta, della regione geografica in cui è cresciuta, dallo stadio di sviluppo e della stagione di crescita. Nelle giovani piante il principio attivo è presente in quantità scarsa o del tutto assente. La massima concentrazione si riscontra nelle piante femmine al momento della fioritura. I segni clinici osservati nell'uomo sotto l'effetto della M. soprattutto in caso di overdose, sono rappresentati da depressione, turbe psichiche, allucinazioni visive ed alterazioni della percezione sensoriale. Si possono riscontrare anche diarrea, ipotermia, perdita della coordinazione muscolare, midriasi e depressione respiratoria. Nei cani avvelenati si riscontra depressione del S.N.C., con atassia e può dare l'impressione di un animale semi addormentato. Gli altri segni sono rappresentati da iperestesia, iperriflessia, midriasi e nistagmo. E' raro che venga assunta una dose letale.
-Stramonio
Alcune di queste piante sono coltivate come piante ornamentali, altre crescono come piante infestanti. L'aspetto di queste piante può variare, ma tutte presentano grandi fiori tubulari di colore variabile dal bianco al lavanda. Il frutto è rappresentato da una capsula ovoidale spinosa. La maggior parte di questi vegetali emette un odore sgradevole. Le sostanze tossiche presenti nelle piante sono alcaloidi come l'atropina, la iosciamina e la ioscina. Questi principi tossici sono contenuti nelle foglie e nei semi. I segni clinici dell'avvelenamento possono insorgere pochi istanti dopo l'ingestione oppure non comparire per parecchie ore. Inizialmente si osservano sete intensa e disturbi della visione dovuti alla forte azione midriatica(dilatazione della pupilla), cui seguono arrossamenti cutanei e ipereccitabilità del Sistema Nervoso Centrale. Inoltre induce secchezza delle fauci e irregolarità cardiache. La temperatura può essere elevata con violente convulsioni che possono portare al coma e alla morte. 

 

 

 

Piante che provocano lesioni di natura meccanica

-Ariste di graminacee
Le spine, gli aculei e gli involucri acuminati di molte piante possono lscerare o pungere la cute deglia nimali da compagnia con cui vengono a contatto. Alcune graminacee sono dotate di ariste in grado di migrare nei tessuti di animali se possono penetrarvi attraverso gli orifizi naturali o lacerazioni della cute. I cani con orecchie pendule e folte di pelo sono maggiormente predisposti nei mesi caldi alle otiti da corpo estraneo(forasacchi) per penetrazione di ariste nel canale auricolare. Altri orifizi naturali possono essere le narici la vagina gli occhi(sacco congiuntivale). Alcune di queste ariste sono dotate di barbe retrograde che consentono loro di muoversi solo in avanti. La migrazione di solito si associa ad un processo infettivo correlato alla contaminazione originaria dell'arista. La penetrazione di parti di piante nel meato acustico provoca scuotimento della testa, grattamento dell'orecchio ed essudazione ed è solitamente accompagnata da uggiolii. Nella cavità nasale, le ariste provocano sternuti, scolo e sfregamento del naso. Le ariste possono anche penetrare nella cute integra a livello delle pliche o dei solchi naturali, come negli spazi interdigitali. In questi casi, migrano fino a raggiungere sedi lontane e sono molto difficili da localizzare se non danno origine ad ascessi.

 

N.B.In Italia non esistono leggi che regolino la vendita delle piante ornamentali. Per questo motivo il privato cittadino o l'ente pubblico è poco tutelato rispetto ai potenziali rischi di una esposizione accidentale a delle specie velenose. In attesa che anche nel nostro paese sia introdotta una normativa ad hoc, la guida pubblicata sul sito www.salute.gov.it  sottolinea come sia importante che ogni specie vegetale presente in un ambiente domestico o pubblico sia facilmente riconoscibile con il suo nome botanico, e siano disponibili, preventivamente, le informazioni sulla sua tossicità.

Gennaro Dott. Calogero

Ultimo aggiornamento 24/03/2013