Toxoplasmosi, donne e gatti

Qualcun potrà chiederrsi  cosa accomuna la Toxoplasmosi con le Donne e il Gatto. Esiste un nesso logico che li unisce. Nel prosieguo dell'articolo chiarirò l'arcano.
Cominciamo con il parlare della Toxoplasmosi. La Toxoplasmosi è una zoonosi, cioè è una una malattia potenzialmente trasmissibile all'uomo. Il periodo di incubazione dura da una a quattro settimane. Nei soggetti immunocompetenti (esseri umani o animali) il sistema immunitario è in grado di contrastare efficacemente la diffusione della malattia mediante la produzione di anticorpi specifici, che proteggeranno l'individuo per tutta la vita. Nei soggetti immunodepressi si può manifestare con lesioni localizzate al fegato, reni, linfonodi, ma soprattutto all'occhio (retinocoroidite). E' una  malattia infettiva indotta da un protozoo di nome Toxoplasma Gondii, il quale colonizza l'intestino di numerosi animali compreso l'uomo e il gatto. Quest'ultimo, è il protagonista principale, che si infetta cibandosi di roditori (topi, ratti, ecc) o piccoli mammiferi a loro volta infetti. 
Il gatto (ma anche i felidi selvatici come la lince, il puma, il giaguaro, ecc) è l'unico ospite definitivo del parassita, nell'intestino del quale si compie la fase sessuata del ciclo, che porta alla formazione di oocisti che rappresentano una forma infettante del parassita. Attraverso le feci del gatto le oocisti  vengono emesse nel mondo esterno. Misurano pochi millimetri (10-12) è sono immature. Una singola defecazione può contenere fino a 10 milioni di oocisti. Queste, in condizioni climatiche favorevoli maturano in 4-5 giorni diventando infettanti. Il gatto è l' ospite definitivo, i roditori e i  mammiferi escluso il gatto, sono ospiti intermedi mentre l'uomo è un ospite intermedio occasionale. La fase di eliminazione delle oocisti infettanti dura una o due settimane e poi cessa definitivamente. Le oocisti  possono rimanere infettanti nell'ambiente esterno anche per mesi. Nella diffusione delle oocisti infettanti giocano un ruolo importante anche vettori passivi come le mosche o le blatte..
LE VIE DI TRASMISSIONE DEL CONTAGIO
Gli animali compreso l'uomo si contagiano ingerendo:
-la carne o i visceri crudi o poco cotti di mammiferi infetti (quali i bovini, ovini, caprini, suini, polli, conigli, lepri, uccelli, ecc), nei muscoli dei quali si rinviene come piccole formazioni cistiche,
- prodotti alimentari di derivazione animale trasformati (salumi e insaccati),
- ancora
verdure crude o non ben lavate o altri cibi o acqua contaminate dalle feci del gatto infetto, o anche,
-per via congenita, cioè per trasmissione verticale dalla madre al feto, come si verifica nella donna e negli animali (pecore capre e suini),
-in caso di trasfusione di sangue, o di trapianto di organi o di midollo osseo infetto. Per ultimo accertata è la trasmissione del protozoo anche semplicemente,
-maneggiando la carne, come ci conferma la maggiore prevalenza di Toxoplasmosi in alcune categorie di lavoratori come gli addetti alla macellazione e i macellai. Il protozoo si può trovare anche nel latte; infatti si è a conoscenza di un caso trasmissione del protozoo mediante ingestione di latte crudo di capra. La temperatura di pastorizzazione distrugge il toxoplasma.
Particolare attenzione deve prestare la donna in gravidanza; infatti il parassita puo colonizzare il feto e se l' infezione si verifica nel primo trimestre può causare aborto o ritardo mentale se il contagio avviene successivamente !! La trasmissione verticale dell'infezione avviene solo  nel caso in cui la madre venga a contatto con il patogeno per la prima volta in gravidanza.
QUALI RISCHI SI CORRE NEL TENERE IN CASA UN GATTO?
ll rischio di contrarre la malattia dal proprio gatto è marginale ( tranne che per gli immunodepressi), è' direi inesistente se il nostro gatto è alimentato con cibo cotto o croccantini, e non esce fuori di casa. Affinchè l'animale possa costituire un potenziale pericolo per noi umani il gatto si deve cibare di un roditore o piccolo mammifero infettato.
Come già detto sopra la fase di eliminazione delle oocisti infettanti dura solo due o tre settimane; è in questo stretto periodo di tempo che l'uomo può contrarre la toxoplasmosi dal proprio gatto.
Diagnosi
Le oocisti misurano pochi mm. per cui  non sono evidenziabili a occhio nudo ma solo previo esame coprologico.
L'esame sierologico  ci permette di evidenziare gli anticorpi antitoxoplasma. La presenza degli anticorpi ci conferma che il gatto è venuto a contatto con il toxoplasma, e che il suo sistema immunitario a contribuito a difenderlo producendo gli anticorpi specifici, ma non ci dice se in questo momento il gatto elimina le oocisti infettanti, che sono come già detto in precedenza le sole forme infettanti per tutti gli animali uomo compreso.
La stessa cosa vale per le donne in gravidanza. Se il test sierologico risulta positivo, la donna è protetta dagli anticorpi e non deve temere nulla, se il test dovesse risultare negativo è a rischio contagio.
Non esiste nel gatto un vaccino specifico.
Cosa fare per prevenire l'insorgenza della Toxoplasmosi?
-Alimentare il proprio animale esclusivamente con cibo commerciale.
-Non consentire al gatto di uscire fuori di casa, o di venire a contatto con altri animali (piccoli mammiferi o roditori).
-Le persone malate, immunodepresse o le donne in gravidanza è preferibile che non si prendano cura in prima persona dell'igiene del gatto, ma soprattutto della pulizia della lettiera.
-Periodicamente sottoporre le feci del gatto ad esami coprologici. Ricordo che la eliminazione delle oocisti infettanti si verifica solo per due o tre settimane dopodichè cessa definitivamente; la positività nelle feci la si potrà riscontrare solo in queste due o tre settimane.
-Inoltre lotta serrata nei confronti di mosche e blatte che possono essere veicoli di trasmissione del parassita.
-Per l'uomo buona norma è quella di mangiare carne o visceri sempre adeguatamente sottoposti a cottura tale da garantire la devitalizzazione del parassita; inoltre osservanza delle fondamentali norme igieniche come lavarsi le mani dopo avere fatto giardinaggio o toccato la terra, o dopo avere maneggiato carne cruda). Da non trascurare la reale possibilità di contrarre l'infezione ingerendo verdure crude o poco cotte infestate dalle oocisti del gatto. Se volete ulteriormente approfondire l'argomento vi invito a leggere gli Appunti di scienza a cura dell' Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Venezia.

Gennaro Dott. Calogero (29/06/2017)