Aggressività Animale - II°

Continua dalla prima

Alcune volte episodi di aggressività possono sfociare in atti di estrema violenza con la morte di uno o più dei contendenti. E' noto che gli scimpanzè maschi appartenenti a tribù rivali possono  intrecciare liti così furibonde da portare a morte molti esemplari.
Noto è anche l'infanticidio perpetrato dai delfini maschi adulti nei confronti dei delfini cuccioli, figli di altri maschi (quindi di altra genealogia). Anche i cani praticano l'infanticidio. Secondo alcuni eminenti comportamentalisti, uccidere i cuccioli della stessa specie ma figli di un altro padre, ha un solo scopo, che è quello di rendere la femmina disponibile ad un successivo accoppiamento e gravidanza. Il partner maschile in questo caso sarebbe l'esecutore dell' eccidio che di solito è il leader del gruppo. I cuccioli nati da questa gravidanza erediterebbero i geni del padre dominante.
Pare che le orche alcune volte uccidano per puro divertimento. Atti di questo tipo non trovano una spiegazione logica, però leggendo la letteratura scientifica, si apprende come il più delle volte siano condotti da animali con cervello cosiddetto "complesso", come i mammiferi e gli esseri umani.(Gli umani sono capaci di elargire tanto affetto e amore, ma anche, a volte, tanta crudelta. Puo darsi che questo valga anche per gli animali più evoluti).
I mammiferi e gli esseri umani, a differenza degli animali meno evoluti, sono in grado di controllare l' agrressività; infatti se tutte le liti portassero a morte uno o piu contendenti, ciò metterebbe a serio rischio la sopravvivenza della stessa specie animale, e cio và contro le leggi della natura.
Per esempio, per educare e inibire l'aggressività dei cuccioli, la cagna mette in atto un meccanismo noto come "Inibizione del morso"; cioè ogni qual volta esso si comporta male o compie azioni pericolose, la mamma a mò di rimprovero lo mordicchia delicatamente. Dopo due o tre volte che questo accade il cucciolo capisce che quella determiata cosa non deve essere fatta.
I cani mettono in atto altri metodi per inibire l'aggressività; per esempio quando durante una lotta tra cuccioli uno usa metodi troppo violenti, oppure soccombe, il perdente o si ferma di colpo e resta immobile o si dispone a pancia all'aria. 
Un'altra cosa che si può notare nei cuccioli di cane è che quando giocano due o più di questi di taglia differente, di solito quello di più grande mole è quello che si comporta con maggiore delicatezza e circospezione, come se fosse consapevole che potrebbe arrecagli danno.
Negli adulti le liti terminano spesso con un cane che accetta il dominio dell'altro disponendosi a pancia all'aria mostrando la parte più vulnerabile del proprio corpo, cioè l'addome.
Il cane è un animale sociale, perchè ama stare insieme agli altri animali sia della stessa specie, che di specie diversa come l'uomo, con cui interagisce. Questa interazione sia intraspecifica che interspecifica è fondamentale per acquisire un buon equilibrio comportamentale; infatti da loro apprenderà gran parte di ciò che farà nel corso della sua vita. Gli adulti dettano le regole di una buona convivenza sociale; insegnano ai piccoli dove mangiare, cosa mangiare, con chi giocare, ecc. Se un cucciolo non ha la possibilità di interagire con essi non imparerà mai il normale comportamento sociale della sua specie. Questa viene ritenuta, a ragione, una delle principali cause di disturbi comportamentali che potrà renderlo pericoloso per i suoi simili e anche per l'uomo. Si ritiene che molti cani mordaci, da cuccioli non abbiano ricevuto questo insegnamento, magari perchè sono stati allontanati dalla mamma troppo presto.   
E' dimostrato che è indispensabile che queste regole di buona convivenza siano apprese nei primi mesi di vita ( circa 6 mesi). Dopo, da adulto, sarà molto difficile educarlo correttamente. Se un cane viene allevato nell' isolamento, segregato in casa senza la possibilità di interagire con altri suoi simili o persone, quando li incontrerà per la prima volta per lui saranno degli estranei che dovranno essere allontanati, aggrediti, combattuti.

 

Articolo in allestimento (L'idea dell'articolo mi è venuta dopo avere letto il libro "La macchina degli abbracci" di Grandin Temple)