Detartrase e igiene dentale

La detrartrasi consiste nell'asportazione del tartaro dentale e nella rimozione della placca tramite l'uso di uno strumento ad ultrasuoni assolutamente innocuo per la salute degli animali.
Negli animali, così come  nell'uomo, è fondamentale avere una bocca perfettamente efficiente. Negli animali infatti la bocca non serve solo per masticare il cibo, ma serve anche per mordere, per strappare, per triturare, per gustare, ecc. I cani maggiormente predisposti alle malattie del cavo orale sono quelli di piccola taglia e i gatti. Raramente si riscontrano depositi di tartaro nei denti dei cani di media e grossa taglia. Il tartaro si deposita dapprima sul colletto dei denti, poi a poco a poco, tende ad infiltrarsi nella gengiva sottostante provocando, dapprima fenomeni di gengivite e poi di periodontite. Nei casi avanzati, ciò comporta scollamento dei denti, e successiva caduta degli stessi.
L'animale affetto da gengivite-periodontite manifesta dolenzia alla prensione degli alimenti, siano essi duri di consistenza o caldi o freddi, disoressia e alito fetido. Agli animali affetti da infezione della bocca risulta estremamente doloroso anche il semplice sollevamento del labbro superiore o l'apertura della bocca.
Nei cani e gatti la carie dentaria è molto rara. Ciò è dovuto al valore del PH della bocca che è tendenzialmente basico.

Profilassi
Per evitare di trovarsi con un cane di 8-10 anni senza denti, sarà opportuno iniziare la prevenzione mettendo in atto delle procedure profilattiche molto semplici. Esistono in commercio degli alimenti  studiati appositamente per prevenire il formarsi della placca e conseguentemente del  tartaro dentale. Si tratta di crocchette che hanno la parte esterna più soffice e la parte centrale  più dura e consistente, e nello stesso tempo rilasciano sali minerali specifici che si fissano sulla superficie dei denti, formando una barriera temporanea che aiuta a prevenire la formazione di depositi di tartaro anche dopo i pasti.  In questo modo quando il cane mangia, il dente affonda nella crocchetta senza arrecare particolare dolore, e nello stesso tempo favorisce una azione abrasiva che ostacola il formarsi della placca. Inoltre esistono in commercio dentifrici e spazzolini per l'igiene orale quotidiana. Consigliata è almeno una visita veterinaria all'anno per accertare lo stato di salute dei denti. Nei cani con evidente deposito di tartaro si ricorre alla detartrase. L'intervento di pulizia e lucidatura dei denti dura circa 1 ora è si esegue sempre in anestesia generale.

Qualche consiglio su come lavare i denti del tuo animale.
1) Il periodo migliore per iniziare è quando il tuo cuccciolo ha 2 o 3 mesi di età. Se gli spazzoli i denti ogni giorno fin da piccolo, diventerà per lui una routine, e non avrai problemi quando piu in là nel tempo ne avrà veramente di bisogno. Attenzione a quando il tuo animale perde i denti da latte, (periodo compreso tra i 3 mesi fino ai 6/7 mesi); in questo periodo potrebbe provare un certo fastidio in bocca, pertanto sarebbe preferibile sospendere momentaneamente la spazzolatura quotidiana per poi riprenderla quando la dentizione sarà definitiva, intorno ai 6-7 mesi di età.
2) Comincia con il massaggiare il musetto e le labbra del tuo cucciolo, poi prova a passagli un dito sui denti e sulle gengive. Se hai un cane, bagnati le dita con brodo di carne, se hai un gatto, insaporiscile con il tonno, e vedrai che sarà lui a chiederti di toccagli nuovamente la bocca.
3) Procurati un spazzolino per cani o gatti, insaporiscilo con il gusto che preferisce per  es. brodo di carne o tonno. Usalo in modo che le setole lavorino sempre nella direzione gengiva dente. Spazzola solo la superficie esterna dei denti, quella a contatto con le labbra. Presta più attenzione a incisivi e canini: vengono usati di meno per masticare e pertanto la placca tende ad accumularvisi di più. Premia il tuo amico a quattro zampe ogni volta che si fà lavare i denti senza protestare.
4) Non bisogna usare i dentifrici per uso umano, poiche alcuni componenti per es. fluoro, detergenti, possono far male al tuo amico. Ricordati che lui lo ingoia.
5) Sii affettuoso, fai che la spazzolatura dei denti diventi un'esperienza di gioco, e ricompensa i suoi progressi. Cerca di spazzolargli i denti sempre alla stessa ora, in modo che diventi un'abitudine. Trova un angolo della casa confortevole per te e il tuo amico e scegli un momento tranquillo della giornata, per es. la sera. Se il tuo amico a 4 zampe è goloso, spazzolagli i denti prima del pasto, così da ricompensarlo con il cibo.
 
Gennaro Dott. Calogero Aggiornato al 05/04/2012 

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Allego a complemento di quanto detto sopra 2 articoli molto interessanti

PLACCA E TARTARO: LA SALUTE INIZIA DALLA BOCCA
di Dea Bonello   .   04/01/2014
La salute generale e il benessere dei nostri cani dipendono molto da quanto facciamo per la loro bocca, in termini di costanti e periodici controlli medici e di igiene orale possibilmente quotidiana. Placca, tartaro, alito cattivo (alitosi) sono termini a noi molto familiari e, purtroppo, tristemente noti anche per quanto riguarda i nostri amici a quattro zampe, per i quali, come per noi, rappresentano un problema “di tutti i giorni”. Del resto, le statistiche parlano chiaro. Dopo i 4 anni di età, il 70% dei cani soffre di problemi alla bocca, la massima parte dei quali scatenati da un’insufficiente igiene orale e, dunque, dall’indisturbato accumularsi di placca e tartaro.
È infatti la placca il nemico numero uno della salute orale del cane. Questa pellicola invisibile e appiccicosa, che si deposita continuamente sulla superficie dei denti e sulle gengive, è in realtà un ammasso di più di 300 tipi diversi di batteri, legati tra loro da una matrice di saliva e residui alimentari, che mette a dura prova il sistema immunitario del nostro cane. Quando le risposte di difesa non funzionano più in maniera adeguata, sono proprio i batteri della placca che, da normali abitanti della bocca, si trasformano nei più temibili nemici della salute orale del cane.
Dopo aver colonizzato la superficie del dente, la placca si insinua infatti al di sotto della gengiva, provocando quella che viene comunemente chiamata “malattia parodontale”: una reazione infiammatoria della mucosa orale che inizialmente danneggia solo le gengive (gengivite), ma che, lasciata a sé, finisce per compromettere tutte le strutture di sostegno dei denti (parodontite), generando forte dolore, grave alitosi, difficoltà a prendere il cibo e a masticarlo, fino alla mobilità e perdita dei denti stessi.  
Un serio pericolo per tutto l’organismo se non si corre prontamente ai ripari, a essere in pericolo non è solo la bocca del nostro cane. Non periodicamente rimossi, i batteri della placca continuano a “lavorare”. Localmente, possono provocare ascessi, fistole o diffondere all’osso mascellare o mandibolare, generando infiammazioni (osteomieliti) o addirittura fratture ossee. Ma i danni non si fermano qui.
La grande quantità di tossine liberate dai batteri della placca possono creare seri problemi a organi vitali come cuore, reni, fegato e polmoni. Ed è ormai certa nel cane, come nell’uomo, l’esistenza di uno stretto legame tra malattie del cavo orale e endocarditi batteriche, diabete, malattie renali ed epatiche e, addirittura, obesità e disturbi della riproduzione. 
Bisogna pensare alla loro bocca quando è ancora sana 
I batteri responsabili di gengiviti e parodontiti hanno bisogno di tempo per diventare i nemici numero uno della bocca dei nostri cani. C’è dunque ampio margine per occuparsi in maniera attenta e responsabile del benessere della bocca dei nostri cani. Il primo passo è sicuramente quello di sottoporli a una visita veterinaria di controllo, ancor prima che compaia qualche segnale di cattiva salute del cavo orale (ad esempio, l’alito cattivo). Il resto, però, spetta tutto ai proprietari.
A partire da quella che è sempre la miglior forma di prevenzione delle malattie orali del cane: il controllo quotidiano della placca, che inizia a ridepositarsi immediatamente dopo la pulizia dei denti (detartrasi) effettuata dal veterinario. L’uso dello spazzolino, in associazione a dentifrici appositamente formulati per l’animale, è infatti in grado di rallentare l’accumulo della placca e impedirne la calcificazione in tartaro.
L’ideale sarebbe la spazzolatura quotidiana dei denti, anche se in una bocca sana e sempre controllata questa necessità si può ridurre a 2-3 volte alla settimana. Per favorire la collaborazione del proprietario, si possono anche adottare tutti quei metodi che affiancano la spazzolatura nel controllo di placca e tartaro, come ad esempio l’utilizzo di alimenti secchi o giochi da masticare (chews) con azione “spazzolante” sui denti.
Altro metodo efficace è la somministrazione di supplementi che, contrastando la placca e il tartaro, portano a un netto miglioramento anche dell’alito del nostro amico di casa. Insomma, piccoli accorgimenti che un buon proprietario di cane deve trasformare in quotidiane “abitudini” dedicate a un grande obiettivo: la salute e il benessere del proprio animale da compagnia.
I consigli del veterinario
Fin dalla prima visita, è importante che il veterinario valuti lo stato di salute della bocca del cane, ponendo rimedio a eventuali malattie presenti quando ancora sono reversibili e, contemporaneamente, avviando quelle importanti procedure di pulizia (detartrasi e lucidatura dei denti) necessarie alla rimozione di placca e tartaro.
È buona regola iniziare fin da subito a manipolare la bocca del proprio cane. Si tratta di una strategia vincente per facilitare i periodici controlli veterinari del cavo orale, ma anche per fargli gradualmente accettare la manovra (possibilmente quotidiana) della spazzolatura.  
Utile sostituire diete umide e soffici con croccantini o prodotti che, grazie all’azione abrasiva, esercitano una seppur minima azione di prevenzione sulla formazione della placca e del tartaro e rinforzano le gengive. 
Difficile spazzolare quotidianamente i denti del cane? Oggi si può chiedere aiuto a specifici supplementi che, mescolati al cibo di tutti i giorni, possono controllare in maniera naturale placca e tartaro, aiutando gli effetti di una spazzolatura, anche saltuaria, dei denti.
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________-L'ALITO CATTIVO NON È UNO SCHERZO!
di Dea Bonello   .   21/09/2014
L’alito cattivo (“alitosi”, in termini medici) è un disturbo molto diffuso nell’uomo. Ne soffre oltre il 50% della popolazione mondiale, e praticamente un italiano su due ne subisce le conseguenze, sociali e sanitarie. Un problema di cui soffrono diffusamente anche i nostri cani, tant’è che, spesso e volentieri, questo disturbo può compromettere la “vita di famiglia”, inducendo i proprietari più intolleranti a rinunciare ad “incontri ravvicinati” con i loro quattrozampe.  
Molto spesso sentiamo dire: “È normale che i cani abbiano un alito sgradevole: dipende da ciò che mangiano e dal loro tipo di digestione”. O anche: “I cani hanno sistemi di ‘autopulizia’ della bocca e non hanno bisogno di tutte quelle cure che sono invece necessarie al nostro cavo orale”. In realtà, nella maggior parte dei casi  l’alitosi del cane è un vero e proprio problema medico, indice di una scarsa igiene orale e segno di problemi comuni e in alcuni casi gravi dei denti e delle gengive. Quali sono le cause? 
La causa principale dell’alito cattivo risiede nei milioni di batteri che compongono la placca dentale e che si annidano e proliferano tra denti, lingua e gengive. Normalmente presenti nella bocca dei nostri animali (come nella nostra), questi batteri sono in grado di reagire con le parti proteiche dei residui di cibo, liberando nel cavo orale particolari composti a base di zolfo.
Sono proprio questi, i “composti volatili solforati”, i “colpevoli” di quell’odore sgradevole di uova marce e pesce che tanto ci rende difficile condividere il divano o l’abitacolo dell’automobile con il nostro cane.     
Il problema, però, non è solo del nostro naso. Ignorare o trascurare l’alito sgradevole del proprio animale significa permettere ai batteri della placca di continuare a proliferare e a produrre in quantità sempre più massicce i temibili composti volatili solforati.
Oltre a determinare un persistente alito cattivo, tali composti sono in grado, assieme ai batteri che li hanno prodotti, di innescare un’infiammazione vera e propria della bocca: dapprima limitata alle gengive (gengivite), ma, se trascurata, destinata inevitabilmente a distruggere gli altri tessuti del cavo orale, fino a causare la distruzione dell’osso di sostegno dei denti (parodontite) e infine la perdita dei denti.
Per trascuratezza o disattenzione nei riguardi di un problema inizialmente di facile soluzione, i nostri cani possono così veder compromessa la loro stessa capacità ad alimentarsi. Per non parlare dei disturbi molto gravi a cui possono andare incontro a causa della diffusione, attraverso il circolo sanguigno, dei batteri della placca, che possono raggiungere e danneggiare organi vitali come cuore, reni e fegato.  
Se c’è un atteggiamento sbagliato e, soprattutto, dannoso per il nostro animale, è proprio quello di affrontare il problema “alito cattivo” come un fastidio, da risolvere allontanando la fonte del cattivo odore. In realtà, lo dobbiamo valutare come una preziosa opportunità per tutelare la salute ed il benessere dei nostri fedeli amici cominciando proprio dalla bocca.
Un colloquio con il nostro veterinario potrà farci capire l’importanza di un piano completo di igiene e cura del cavo orale del nostro cane: dai controlli medici, precoci e regolari, alle cure da effettuare a casa, possibilmente tutti i giorni.
È importante tenere pulita la bocca del nostro cane, con tutti i mezzi che il nostro animale ci consente di impiegare. A cominciare dalla spazzolatura quotidiana dei denti. 
Se lo abituiamo fin da cucciolo a “farsi mettere le mani in bocca”, il nostro compito sarà molto più facile. 
Se la spazzolatura quotidiana costituisce un problema, abbiamo a disposizione diversi strumenti alternativi: dal controllo dell’alimentazione, all’uso di crocchette, giochi e leccornie che stimolino la corretta masticazione, all’utilizzo di  integratori nutrizionali che, agendo su placca e tartaro, siano efficaci anche contro l’alitosi.